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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Perchè Salvini e Di Maio potrebbero non rompere
In ballo ci sono 350 poltrone

Matteo Salvini è tentato: vuole mandare all’aria la trattativa con Luigi di Maio, riabbracciare un rinato Silvio Berlusconi (dopo la riabilitazione) e andare al voto. Ma c’è un ostacolo, dettato più dalla mante che dal cuore che tiene Salvini e Di Maio ancora legati: le nomine. Non i ministeri ma i vertici delle Partecipate dello Stato italiano in scadenza in estate. E che il governo, sia quello guidato da Paolo Gentiloni o da un tecnico di fiducia di Sergio Mattarella, procederà a nominare. Salvini e Di Maio non vogliono rinunciare, forte anche del voto del 4 marzo, a piazzare i propri uomini alla guida delle aziende di Stato. Da Eni alla Rai, passando per Leonardo e Cassa depositi e Prestiti: in ballo ci sono 350 poltrone. Cda, compensi milionari e potere enorme. Salvini e Di Maio, autosufficienti in Parlamento, potrebbero farla da padrone. Senza dividere il bottino con Berlusconi, Meloni e Renzi. La possibilità di controllare i vertici dello Stato suggeriscono a Salvini cautela, ma soprattutto una valutazione lunga, prima di formalizzare lo strappo con Di Maio.

SALVINI IN RITIRATA. DI MAIO FA SALTARE IL TAVOLO E PUNTA A PALAZZO CHIGI. IRA DI MATTARELLA