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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Pensioni e governo Lega-5 stelle: quota 100 e 41, tutto quello che bisogna sapere

La formazione di un Governo M5S-Lega avvicina la riapertura del cantiere pensioni a distanza, è quasi una coincidenza, dall'entrata in vigore dell'Ape sociale e dell'Ape volontario. Nel programma che Salvini e Di Maio stanno mettendo a punto figura, infatti, anche la proposta di rimettere mano alla Legge Fornero, con modalità ancora da ufficializzare, note per ora solo nella loro cornice generale: ripristinare la vecchia pensione di anzianita' tarata sulla quota 100 e sulla quota 41 per tutti i lavoratori in modo da ridare un pò di flessibilità nell'accesso al pensionamento.  Pur trattandosi ancora solo di proposte occorre provare a fare un pò di chiarezza sulla reale portata di simili interventi normativi.

La Pensione di anzianita'

La quota 100 consiste nel raggiungimento di un valore frutto della somma dell'età anagrafica del lavoratore e della sua anzianità contributiva che per l'appunto deve restituire il valore "100". Ad esempio la pensione potrebbe essere agganciata con le combinazioni 65 anni di età e 35 di contributi, 64 e 36, 63 e 37, 62 e 38, 61 e 39 o ancora con 60 anni di età e 40 anni di contributi. Le combinazioni astrattamente disponibili non sono infinite in quanto possono essere limitate dalla previsione di un vincolo anagrafico minimo. La proposta più temperata - da cui probabilmente le forze politiche potranno iniziare a ragionare - è quella contenuta nel Ddl 2945 nel 2015 a prima firma dell'Onorevole Damiano (Pd) in cui si ipotizzava un requisito anagrafico minimo nel valore di 62 anni ed un requisito contributivo minimo di 35 anni. In tal caso le combinazioni 61 e 39 o 60 e 40 non potrebbero essere attivate. La scorsa legislatura anche la Lega aveva depositato una propria proposta (Ddl 2955) ipotizzando un requisito anagrafico minimo di 58 anni attivando, pertanto, una flessibilità ancora superiore rispetto al DDL Damiano. Sarà la politica a dover declinare la misura, Qui sotto si illustra la tavola realizzata da PensioniOggi.it nel 2015 delle possibili combinazioni della proposta da Damiano, la più temperata.

L'uscita con 41 anni di contributi

Accanto a questo progetto i due partiti premono per l'abbinamento della quota 41 per coloro che vantano un ampio maturato contributivo. In tal caso al raggiungimento di 41 anni di contributi il lavoratore acquisirebbe il diritto ad andare in pensione a prescindere dall'età anagrafica. In sostanza se sino a 40 anni di contributi sarebbe necessario avere almeno 60 anni di età per guadagnare l'uscita (60+40=100) con 41 anni di contributi si potrebbe uscire anche con 59, 58 o 57 anni. Un pò come accadeva prima della riforma del 2011 (all'epoca bastavano 40 anni ma occorreva attendere poi almeno 12 mesi di finestra mobile; per questo motivo si è arrivati ai fatidici 41 anni di contributi).

La situazione attuale

Se si eccettua il caso speciale dei lavori usuranti la normativa attuale non consente più il pensionamento con le quote. A seguito della Legge Fornero, dal 1° gennaio 2012, i lavoratori assicurati presso l'Inps devono necessariamente raggiungere 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) per poter accedere alla pensione di anzianita' (ora pensione anticipata) a prescindere dall'età anagrafica. O in alternativa devono attendere i 66 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia. L'appetibilità della proposta della Lega e M5S sarebbe, dunque, di tutta evidenza in quanto riaprirebbe un canale di pensionamento ad un'età anagrafica inferiore. Senza dover passare per quel rigido sistema di paletti, risorse e condizioni che hanno contraddistinto l'esordio del beneficio contributivo per i lavoratori precoci e dell'ape sociale dallo scorso 1° maggio 2017.