Parigi richiama l'ambasciatore in Italia. Il generale Camporini: "Possibile escalation"

La Francia ha richiamato a Parigi per consultazioni l'ambasciatore a Roma Christian Masset. Lo annuncia una nota durissima del Quai d'Orsay che parla di "attacchi senza precedenti dalla fine della guerra e senza fondamento" e "dichiarazioni oltraggiose" da parte del governo italiano. "Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazioni a fini elettorali è un'altra", aggiunge il ministero degli Esteri francese. Il24.it ha chiesto Vincenzo Camporini, generale italiano dell'Aeronautica Militare, ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare e della difesa.

Generale che lettura ha dato a questo gesto della Francia?

"La Francia è estremamente irritata dalla posizione del nostro di governo. E' successo che tante chiacchiere si sono poi concretizzate nel richiamo dell'ambasciatore che rappresenta un atto molto grave. Politicamente molto rilevante. Credo che non si possa fare finta di niente. Bisogna reagire. Non si può pensare di rispondere in modo stizzito.

Quanto è pericoloso inimicarsi i cugini d'OltreAlpe?

La trovo una mossa di una stupidità clamorosa. I Cinque stelle non sanno quello che fanno. Non è la prima volta e accadrà di nuovo nell'immediato futuro. Non hanno capito che ruolo svolgono, la posizione che ricoprono.

Generale ora che succede secondo lei?

Non saprei, credo che questo fatto deve indurre ad un esame di coscienza. Questi gesti stanno portando l'Italia a posizionarsi ai margini della Comunità Internazionale. Non è dimostrato da questo evento specifico, ma a quello che succede: mi riferisco anche alla posizione che ha preso con il Venezuela.

Secondo lei qual è alleato dell'Italia e quale deve essere?

Mah, la domanda è: stiamo cercando come alleato i Paesi del Visegrad credo che qualcuno non abbia la più pallida idea di quanto contino i singoli Paesi. L'Italia ha bisogno dei Paesi che contano. Non fosse altro che per le risorse. Dipendiamo da chi ci vende le materie prime e da chi compra i nostri prodotti. Se ce li inimichiamo, allora possiamo anche chiudere bottega. La politica italiana è incardinata in rapporti fondamentali con alcuni Paesi della Nato e dell'Unione Europea. Dobbiamo allearci con Francia e Germania, poi con il resto. Mentre i tedeschi preparavano il trattato di Acquisgrana, noi preparavamo quello del Quirinale con la Francia ( al quale anche io ho partecipato consigliando alcune strategie). Sarebbe stato un triangolo importante. Un rapporto molto fecondo con Germania e Francia. Ora siamo isolati. Si preparano momenti molto difficili.

di Pietro Di Marco

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