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Papa Francesco sferza i fedeli: "Confessare propri peccati non quelli degli altri"

"Le parole che diciamo con la bocca sono accompagnate dal gesto di battersi il petto, riconoscendo che ho peccato proprio per colpa mia, e non di altri. Capita spesso infatti che, per paura o vergogna, puntiamo il dito per accusare altri. Costa ammettere di essere colpevoli, ma ci fa bene confessarlo con sincerità".

Così Papa Francesco nel corso della prima udienza generale del 2018 nell'Aula Paolo VI.

"La Sacra Scrittura ci offre luminosi esempi di figure 'penitenti' che, rientrando in sé stessi dopo aver commesso il peccato, trovano il coraggio di togliere la maschera e aprirsi alla grazia che rinnova il cuore".

"Pensiamo al re Davide e alle parole a lui attribuite nel Salmo: 'Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità' (51,3). Pensiamo al figlio prodigo che ritorna al padre; o all’invocazione del pubblicano: 'O Dio, abbi pietà di me, peccatore'".

"Pensiamo anche a San Pietro, a Zaccheo, alla donna samaritana. Misurarsi con la fragilità dell’argilla di cui siamo impastati è un’esperienza che ci fortifica: mentre ci fa fare i conti con la nostra debolezza, ci apre il cuore a invocare la misericordia divina che trasforma e converte", aggiunge nel corso della prima udienza generale Papa Francesco.