Sign in / Join

Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Ora i cronisti con la nuova legge rischiano di più

"Con il nuovo decreto i giornalisti correranno più rischi". Dice così Nello Rossi, avvocato generale in Cassazione ed ex procuratore aggiunto a Roma, confermando l'allarme sul rischio carcere per i cronisti che pubblicano intercettazioni "irrilevanti" finite nell'archivio riservato.

"È un fatto - spiega Rossi - che l'area del segreto sulle intercettazioni si amplia e soprattutto diventa permanente". Di conseguenza, "Le intercettazioni irrilevanti o inutilizzabili saranno sempre 'coperte dal segreto'. In una prima fase varrà quello delle indagini preliminari. Poi scatterà il regime di segreto disposto dalla nuova normativa per le intercettazioni inviate nell'archivio riservato. Queste ultime non entreranno mai a far parte del fascicolo del pm, a meno che non vengano recuperate per necessità nel corso del dibattimento".

Ma perché il giornalista rischia 3 anni di carcere e non solo 30 giorni per la pubblicazione arbitraria? "È il risultato della diversa latitudine acquisita dal segreto, che col decreto si proietta oltre la chiusura delle indagini. Il giornalista potrebbe commettere due reati, dapprima violando il segreto e poi pubblicando l'atto destinato a rimanere nel chiuso dell'archivio ed eventualmente a essere distrutto a richiesta dell'interessato".

Potrebbe interessarti


Leggi anche