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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Omicidio Renata Rapposelli, nuovi elementi al vaglio degli inquirenti

Continuano senza interruzioni le indagini sulla morte della pittrice Renata Rapposelli. Nell'ultimo esame svolto dalla Procura sul parafango dell'auto sequestrata al figlio della vittima Simone Santolieri, indagato per l'omicidio insieme a suo padre Giuseppe, nessun elemento di prova è arrivato dalla comparazione del pezzo di plastica trovato a Tolentino con quello dell'auto del figlio della pittrice.

A quanto si apprende però se da un lato gli esami degli inquirenti non hanno portato ulteriori elementi di prova a carico di Simone, dall'altra parte sembrerebbero essere emerse ulteriori testimonianze relative al pomeriggio del 9 ottobre, giorno in cui la pittrice si sarebbe recata a casa del figlio preoccupata delle sue condizioni di salute. Come riporta il sito LaNotizia.net, un’istruttrice della palestra sottostante l’abitazione dei Santoleri avrebbe sentito Simone scagliarsi contro la madre con parole poco riguardose, epiteti poco edificanti ed urla bestiali. “Sei venuta solo per le tue cose – avrebbe detto – a te interessano solo i soldi”. Tutto questo, se confermato, ovviamente non deporrebbe a suo favore.

Questa testimonianza va ad aggiungersi a quella resa da un'amica di Simone che ha svelato che Simone conosceva bene la zona in cui è stato ritrovato il corpo senza vita della madre Tra l’altro, dalle risultanze scaturite nel corso delle indagini coordinate dalla procura, sembrerebbe che utilizzando il suo pc Simone abbia più volte digitato “Chienti”.