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Omicidio Renata Rapposelli, i segreti della pittrice nel suo account personale

La procura di Ancona si affida a Google per cercare di risolvere il delitto della pittrice Renata Rapposelli.  Come riporta il Corriere Adriatico, sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti è finito l’account personale della pittrice da cui estrapolare file, foto, video, messaggi, contatti, mail e tutto ciò che potrebbe essere utile per ricostruire la vita digitale della donna trovata morta lo scorso 10 novembre in un dirupo di Tolentino, con addosso solamente frammenti di vestiti. La necessità dell’ulteriore accertamento irripetibile legato all’inchiesta diretta dal pm Andrea Laurino è stato notificato ieri ai legali degli indagati, Simone e Giuseppe Santoleri, figlio ed ex marito della pittrice. Le operazioni per scandagliare l’account attivato da Reny inizieranno il 23 gennaio. Ad effettuarle sarà l’analista forense Luca Russo, l’esperto che nei mesi scorsi ha già messo le mani su tutti i dispositivi informatici sequestrati ai Santoleri e sul pc ritrovato nell’appartamento di via della Pescheria dove viveva Renata prima di essere uccisa. Proprio nel computer della donna sarebbe emersa l’esistenza dell’account attivato con Google. Sbloccandolo, si potrebbe aprire uno spiraglio per conoscere i dettagli in cui è maturato il delitto.