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Omicidio Raciti, libero uno degli ultrà assassino. La vedova dell'ispettore: "Una grande sconfitta"

È in semilibertà da poco prima di Natale, Daniele Natale Micale, 30 anni, uno dei due ultrà del Catania condannati per l'uccisione dell'ispettore della polizia di Stato Filippo Raciti, avvenuta il 2 febbraio 2007, allo stadio Massimino durante il derby col Palermo assieme all'allora minorenne Antonino Speziale.

"Avverto il dolore della sconfitta, ma è la legge. Appena ho saputo ho sentito come un peso, maggiore amarezza e ingiustizia. Accetto la legge, ma non è giusto, il mio calvario continua: chi è condannato deve scontare tutta la condanna, altrimenti non c'è certezza della pena".

E' il commento di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore al riguardo della  concessione della semilibertà a Daniele Micale, da parte del Tribunale di sorveglianza di Catania.

E poi aggiunge:  "Sono entrata in un'aula di giustizia - aggiunge la vedova - cercando giustizia. Sono uscita da un incubo con una verità, una sentenza. Era importante per me, la famiglia e per tutti i poliziotti che rischiano la vita, come ha fatto mio marito. Sono orgogliosa di lui e della sua divisa, ma oggi sento amarezza e non giustizia".

Ancora Marisa Grasso rivela di "avere ricevuto stamattina decine e decine di telefonate di colleghi di suo marito. Anche loro - spiega - amareggiati e delusi, hanno voluto condividere con me la loro amarezza. Da cittadina dico che una condanna deve essere eseguita e una sentenza rispettata. Altrimenti si rischia di fare perdere la fiducia nella giustizia".

Anche il  sindacato di Polizia esprime in una nota il proprio rammarico e stupore : "Il Parlamento si faccia carico di queste misure di semilibertà concessa a Daniele Micale" dice Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil.

"La scarcerazione di uno degli assassini dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, a cui è stata concessa la semilibertà dopo pochi anni di detenzione. Un rammarico accresciuto dal fatto che le norme contro i violenti negli stadi, più volte promesse, non sono mai state approvate dal Parlamento".

"Proprio poco prima di Natale - dice Tissone - la Commissione parlamentare antimafia ha approvato all'unanimità la relazione su mafia e sport, proponendo, tra l'altro, misure più rigide sul Daspo, attraverso termini di efficacia più severi, introducendo l'obbligo e non più la facoltà di imporre al destinatario di presentarsi agli uffici di pubblica sicurezza nel corso delle manifestazioni sportive; la Commissione ha inoltre proposto di valutare l'introduzione di misure, sul modello inglese, che consentano di trattenere temporaneamente soggetti in stato di fermo all'interno dello stadio. Come Silp Cgil riteniamo che serva anche responsabilizzare, maggiormente, le società di calcio professionistiche, impedendo quei legami con le frange estreme del tifo che vanno isolate e perseguite".

"Ci auguriamo che il prossimo Parlamento - conclude il segretario del Silp - si faccia carico di queste misure. Lo dobbiamo a Filippo Raciti, lo dobbiamo alle tante donne e uomini in divisa che ogni settimana garantiscono la sicurezza degli stadi e delle manifestazioni sportive".