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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Omicidio Durini, parla Fausto Nicolì: “Noemi è caduta in un tranello”

Fausto Nicolì, l’uomo accusato dal fidanzato reo confesso dell’omicidio di Noemi Durini di voler uccidere, sotto richiesta della vittima, i genitori del 17enne è intervenuto in diretta a Pomeriggio 5 per dire la propria versione dei fatti e per difendersi dalle accuse lanciante anche dalla famiglia di Lucio. Nel corso delle indagini sull’omicidio della studentessa 16enne di Specchia, il giovane ha più volte affermato che la vittima aveva assoldato un uomo per uccidere i suoi genitori: l’uomo, secondo il 17enne, sarebbe il meccanico di Patù. Accuse queste molto gravi che hanno sottoposto Fausto Nicolì a diverse forme di linciaggio mediatico e non solo.

 L’uomo di Patù ha dubbi sulla sola colpevolezza del fidanzato di Noemi Durini, per lui il ragazzo non era solo: “Ci sono delle cose che non mi tornano. Penso che ci sia più di una mano su questa situazione, che ha contribuito all’occultamento e anche proprio ad ammazzare Noemi“. Per Fausto Nicolì la ragazza è caduta in un tranello: “L’ultimo messaggio inviato dal ragazzo a lei è ‘Scendi un attimo che di devo parlare’ e allora perché la madre – riferendosi alla mamma del fidanzato killer – sostiene che Noemi sia uscita preparata con il con il coltello perché voleva ammazzarli… è tutta una messa in scena preparata. Questa ragazza è uscita a tranello, si è fidata“.
Ad accusare Fausto Nicolì non è solo il fidanzato killer di Noemi Durini, ma anche i genitori del giovane. L’uomo, viste le forti parole usate, ha deciso di agire per vie legali denunciando per diffamazione aggravata i genitori di Lucio e il giovane per calunnia. Un modo questo per tutelare la propria immagine e se stesso dalle dichiarazioni del reo confesso. Va inoltre ricordato che a carico del meccanico di Patù non vi è alcun provvedimento da parte delle autorità.