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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

'Nemo - Nessuno escluso' inciampa sulla fake news, mentre tenta di smascherare le notizie bufale

Di Arnaldo Capezzuto

“Sapete riconoscere una fake news?” E' la domanda che lo scorso 23 novembre ha cercato di rispondere la trasmissione televisiva 'Nemo - Nessuno escluso' in onda su Raidue e condotta da Valentina Petrini e Enrico Lucci.

Con un servizio curato da David Gallerano sono state poste una serie di domande a dei passanti denominate “Nemo Quiz”. Gli intervistati sono stati sottoposti a tre prove : “La capacità di comprensione del linguaggio giornalistico”, “Capacità di resistenza al populismo”, “Capacità di resistenza al complottismo”.

Il servizio si apre con la premessa: “C'è un virus, sono le fake news ovvero le notizie bufale”. L'esperimento è rivolto ai passanti e si basa sull' “installare nella vostra testa l'antivirus antibufale”. E' l'attualità.

La trasmissione 'Nemo - Nessuno escluso' con il servizio-test di Gallerano ha dimostrato che è sempre più difficile discendere il vero dal falso. Il più delle volte, purtroppo, l'opinione pubblica è raggirata, confusa, non riesce a percepire la vera notizia perchè spesso ciò che si racconta e si rappresenta è verosimile insomma falso. Il discorso è complesso.

Accade il paradosso. Nella stessa puntata della trasmissione “Nemo - Nessuno escluso” va in onda il servzio-reportage “Il traffico di migranti e la rotta tunisina” di Valentina Pretrini che però oggi - come svela il giornale  il24internazionale.it con un servizio di Francesco Petronella - è una clamorosa fake news.

L'accusa è contenuta in una lettera aperta firmata da un gruppo di attivisti e giornalisti  e inviata alla redazione della trasmissione “Nemo – Nessuno escluso”.

 

Secondo le informazioni riportate nel messaggio, la troupe di Nemo avrebbe preso contatto con alcuni dei firmatari, in quanto esperti sul campo, “in vista del servizio sulla fantomatica “rotta tunisina”, in modo avere informazioni e chiarimenti”.

La redazione del programma, interrotti improvvisamente i contatti con quesi esperti, si sarebbe poi rivolta a tale Souhail Bayoudh, fixer della troupe Rai durante il soggiorno tunisino e presidente dell’associazione culturale Forza Tunis.

 

Dopo che alcuni membri del gruppo firmatario gli hanno fatto notare che i protagonisti del servizio di Nemo erano alquanto “sospetti”, Bayoudh ha chiarito, durante una conferenza stampa convocata a Tunisi, che il servizio non era altro che una messa in scena.

Insomma pare di capire che il vero servizio per smascherare le fake news della trasmissione “Nemo – Nessuno Esculso” della puntata del 23 novembre sia stato proprio l'efficacissimo reportage “Il traffico di migranti e la rotta tunisina”, rivelatosi -  secondo la lettera degli attivisti - una buafala.

La vicenda è curiosa e preoccupante alla stessa maniera. E la domanda adesso diviente terribilmente seria : “Sapete riconoscere una fake news?”.