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'Ndrangheta in Emilia Romagna, l'inchiesta Aemilia non è un teorema, condanne per 125 anni. C'è anche l'ex attaccante della Juve, Vincenzo Iaquinta

Processo Aemilia condannati a complessivamente a 125 anni di carcere per le ramificazioni della 'ndrangheta in Emilia.

Fra le condanne figura anche quella a due anni dell'ex attaccante della Juventus e della Nazionale campione del Mondo Vincenzo Iaquinta. Per lui la Dda aveva chiesto sei anni, per reati di armi.

Il padre dell'ex calciatore, Giuseppe Iaquinta, accusato di associazione mafiosa, è stato condannato invece a 19 anni.

Ci sono state anche 19 assoluzioni e quattro prescrizioni. Il verdetto è stato pronunciato nel primo pomeriggio in Tribunale a Reggio Emilia dal collegio dei giudici presieduto da Francesco Maria Caruso (affiancato a latere da Cristina Beretti e Andrea Rat) che poco dopo le 14 finisce di leggere la sentenza di primo grado per Aemilia, il maggiore processo contro la 'ndrangheta del nord Italia con 148 imputati alla sbarra.

Al netto di alcune riduzioni di pena anche consistenti, (compensate però da condanne più pesanti rispetto a quanto chiesto dall'accusa per altre posizioni) è quindi pienamente conclamata l'esistenza di una 'ndrina attiva da anni in Emilia e nel mantovano con epicentro a Reggio Emilia, c'era una diretta emanazione della cosca Grande Aracri di Cutro, ma autonoma e indipendente da essa.