Sign in / Join

Napoli sull'orlo di un baratro. Il Comune dovrà varare una manovra lacrime e sangue

di Pier Paolo Milanese

Sarà una maratona non stop, l'approvazione del bilancio in Consiglio comunale di Napoli. C'è una grave crisi economico-finanziaria da fronteggiare.

Il nuovo macigno è rappresentato dalla sanzione di 85 milioni di euro decisa dalla Corte dei Conti per aver sforato il Patto di stabilità e non aver messo a bilancio nel 2016 il debito con il Cr8 risalente al commissariamento post terremoto del 1981.

La città è sull'orlo del dissesto. Debiti vecchi e nuovi che impietosamente si sommano. Non c'è tempo e in attesa di un intervento del governo uscente con Paolo Gentiloni si corre ai ripari.

Lo si fa varando ancora una volta una manovra economica lacrime e sangue che però garantisca il funzionamento dei servizi sociali e costituzionalmente garantiti.

La lotta è impari ma occorre combattere. Si punta a un dettagliato piano di dismissione di beni di proprietà del comune di Napoli e poi si punta con una struttura di pronto intervento al contrasto dell'evasione dei tributi.

L'assessore al Bilancio Enrico Panini ha spiegato: “Su entrambi i fronti - ha detto - è necessario determinare uno scatto in avanti importante”. “L'amministrazione non ha alcuna pulsione a vendere ma è una scelta obbligata nel rispetto delle norme vigenti purtroppo dal 2011 il Comune di Napoli ha subito un taglio dei trasferimenti per oltre un miliardo”.

Il sindaco Luigi de Magistris ha parlato di “un  momento molto difficile per la città”. “Avvertiamo sul corpo di Napoli e sulla pelle dei suoi abitanti gli effetti dei macigni istituzionali con cui ci hanno colpito e della montagna del debito storico che ci impedisce di migliorare i servizi” - aggiunge il primo cittadino - “Dobbiamo affrontare tempeste, ma supereremo anche questa fase assai critica. Sono giorni che lavoro, anche di notte, per mettere a punto i piani di battaglia, la strategia fase dopo fase, al fine di raggiungere l'obiettivo”.

A sparare a zero contro l'amministrazione arancione è l'opposizione che pur mantenendo un grande senso di responsabilità e di collaborazione istituzionale non nasconde le proprie critiche: “L'intera architettura del Bilancio di previsione fa acqua da tutte le parti e pone seri interrogativi a cui la Giunta non è in grado di dare risposte. Basti solo pensare che nel piano di valorizzazioni e alienazioni degli immobili di proprietà comunale, in cui troviamo ad esempio la sede del Consiglio di via Verdi, l'ex Centrale del latte di Corso Malta e l'ex mercato ittico di Duca degli Abruzzi, addirittura mancano le valutazioni della Borsa Immobiliare, per cui la Napoli Servizi si è trovata a fare delle stime di valore presunto degli immobili”  - denuncia  David Lebro, Capogruppo de 'La Città' al Consiglio comunale e Consigliere della Città Metropolitana di Napoli nel corso della seduta.

“E' vergognosa la questione del mercato ittico di Piazza Duca degli Abruzzi. Dopo le battaglie portate avanti in Consiglio per mantenerne la destinazione d'uso e la volontà più volte manifestata dall'Amministrazione e dall'Assessore Panini non solo di farvi tornare in tempi brevi gli operatori del settore (attualmente trasferiti al CAAN di Volla), ma addirittura - conclude Lebro - di inserirlo nel più ampio progetto di riqualificazione del parco della Marinella, oggi lo ritroviamo nell'elenco delle dismissioni”.

Con una mozione, il consigliere comunale dei 5 Stelle,  Matteo Brambilla ha chiesto che la Giunta si impegni a individuare altri beni da mettere in vendita, “garantendo gli equilibri di bilancio”, al posto del palazzo del Consiglio comunale di via Verdi e degli uffici comunali di via Santa Margherita a Fonseca “perché - come sottolineato - sono beni a fini istituzionali e dunque non alienabili” e al posto dell'ippodromo di Agnano su cui - ha ricordato Brambilla - “con delibera del 2017 era stato espresso un indirizzo politico che va nella direzione del rilancio”.

Manovra difficile e nella maggioranza che sostiena l'amministrazione de Magistris non mancano i mal di pancia ed i distinguo. Lacrime e sangue per sopravvivere o forse no. Gli osservatori sono scettici: occorre che il Governo faccia la sua parte, ci potrebbero essere nascoste dietro l'angolo altre sorprese ovvero debiti dimenticati.