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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Napoli. I clan emergenti lanciano l'assalto del Centro storico

di Arnaldo Capezzuto

Ci sono spazi criminali nel ventre molle di Napoli che devono essere occupati. C'è un vuoto strategico. Intere zone a ridosso di vicoli e piazze che attendono i 'nuovi padroni'.

L'interregno, il potere provvisorio è in mano a gruppuscoli di giovinastri e pregiudicati di carriera.

Per lo più marcano il territorio, senza pretese. Piccoli traffici, un po' di droga come hashish, erba, qualche estorsione sottoforma di spese gratis, mini pizzo da 5 euro trattabile a bancarella, truffe, furti con destrezza e scippi ai turisti non in comitiva.

La periferia del centro storico è una contraddizione nel cuore di Napoli. Una bomba ad orologeria pronta ad innescarsi.

Spazzata via - grazie al grande lavoro di magistratura e forze dell'ordine - la cosiddetta 'Paranza dei Bimbi' che voleva strappare il Rione Forcella a 'quelli di fuori', ecco che lo scacchiere criminale ritorna nuovamente caldo.

Nella geografia dei clan, chi riesce a conquistare pezzi della città antica, assoggettarne il territorio, dettare la prorpia legge, può considerarsi un gruppo vincente, di comando e tessere rapporti, relazioni con altre organizzazioni presenti a Napoli.

Del resto il nucleo fondativo della Nuova Famiglia che sconfisse, sul finire degli anni Ottanta, la Nco di Raffaele Cutolo nacque proprio nei decumani.

Gli investigatori segnalano una pace apparente. I sismografi registrano piccole scosse. Non si tratta di assestamento. Chi osserva non può fare altro che constatare micro movimenti, riunioni, discussioni.

C'è un tentativo - per ora allo stato nascente - anche tra esponenti e gruppi che si sono affrontati in cruenti scontri per costruire un accordo.

Non è un'alleanza. Neppure una sorta di federazione. E' uno spazio bianco di pacificazione.

Uscire dalla logica del sangue e dare vita a una specie fratellanza per dividersi il potenziale mercato  economico-criminale.

Non tutti sono d'accordo. Capi carismatici, in giro proprio non se ne vedono. I gregari – quei pochi liberi - sentono il fiato sul collo degli investigatori.

Sotto la cenere però covano sempre le mire, le aspirazioni e i sogni di pochi.

C'è chi trova più sbrigativo mostrare, al momento giusto, i muscoli. L'obiettivo è conquistare con la forza il predominio.

Il gioco per molti non vale più la candela. Le attività criminali e in particolare lo spaccio della droga è stato ridotto al lumicino.

All'ombra di chi media, c'è chi, invece, pensa ad armarsi e al momento giusto farsi avanti.

In questa logica, insomma, va collocato il sequestro di ieri sera eseguito dalla polizia della Squadra Mobile.

Gli agenti - in un appartamento - al terzo piano di un edificio di via Cosenz hanno rinvenuto all’interno di un mobile da cucina in disuso, una busta di plastica, al cui interno era avvolta, in un asciugamani, un mitragliatore tipo UZI, cal.9-modello S.M.G, funzionante e in perfetto stato, nonché 2 due contenitori di proiettili, di cui uno all’interno con 50 cartucce cal. 9x19 parabellum, l’altro con 10 cartucce cal. 9x19 parabellum, 2 caricatori contenenti 20 cartucce ciscuno, anch’esse dello stesso calibro.

Un'arma pesante,  da guerra forse la stessa adoperata per mettere a segno le 'stese' di qualche giorno fa nei vicoli all'ombra del Duomo.

Il materiale sequestrato è stato inviato alla sezione della polizia scientifica per gli accertamenti tecnico balistici.

Un campanello d'allarme che svela come la situazione criminale sia pericolosamente fluida ed a rischio di scontri armati.