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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Napoli e debiti. La grande ammucchiata a Piazza Trieste e Trento: Un cartello di associazioni con Pd, Lega, FI, Casapound e Forza Nuova

di Arnaldo Capezzuto

La grande ammucchiata. La contromanifestazione in piazza Triete e Trento è una fotografia impietosa delle macerie politiche di Napoli. Tutti con tutti in un abbraccio appassionato e disperato per non scomparire. Mobilitazione annunciata come apartitica ma politica.

Nel mirino sono finite le balle che racconta quotidianamente il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ecco allora il manifesto 'Verità per Napoli – no alla cattiva amministrazione. Salviamo la città  dai fallimenti, dai disastri e dai debiti di un sindaco ciarlatano'. Erano poco più di 200 persone.

Oltre agli esponenti del Pd c'erano dalla prima ora Lega, Forza Italia e sostenitori di Casapound e Forza Nuova. Quando le polemiche via social si sono trasformate in un incendio allora alla chetichella i dirigenti del partito democratico hanno ritenuto giusto ed opportuno abbandonare la piazza.

Forse troppo tardi. Per almeno due ore ex comunisti, ex democristiani, ex secessionisti, berlusconiani, ex fascisti ed estrimisti di destra sono stati insieme senza imbarazzi, senza la comparsa di allergie, rossori e pruriti.

Si cambia e ci si perde. Insomma, piazza Trieste e Trento in un attimo ha perso la sua bellezza per sprofondare nel buio più nero. Una piazza triste, un revival di presunte vecchie glorie, aspiranti capi popolo, trombati di successo e rigurgiti del passato. Ufficialmente l'evento è stato organizzato da un cartello di 40 associazioni civiche.

Un tentativo di compattare l'opposizione al di là delle appartenenze contro un primo cittadino pinocchio che non racconta la verità ai partenopei. Sul palco - in una sorta di sfogatoio - si sono alternati i vari animatori delle associazioni tra loro Gaetano Brancaccio portavoce Associazioni Unite 'Verità per Napoli', Lucio Mauro di 'Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli' e il cartello di associazione 'Insieme per Napoli'.

C'era la senatrice del Pd Valeria Valente, il presidente dell'Eav Umberto De Gregorio, Bernardo Impegno, Nicola Oddati, l'immancabile Tonino Borriello, Gennaro Mola e Antonio Amato. A fumare nervosamente c'è Tommaso Ederoclite, presidente dell'assemblea metropolitana del PD Napoli e per un attimo transita anche un curioso ma sfuggente Claudio Velardi che dopo aver guardato la piazza scappa via con la moglie.

Resiste il consigliere regionale Antonio Marciano e con lui pochi consiglieri comunali e municipali. Un pensieroso Paolo Macry osserva e scambia qualche battuta sottovoce.

C'è anche il neodeputato della Lega Gianluca Cantalamessa, l'ex senatore Michele Florino e sua figlia Emmanuela di Casapound con l'ex consigliere regionale Msi Bruno Esposito ora anche lui simpatizzante della tartaruga. Ad accompagnarli un gruppetto di militanti poi raggiunti dai sostenitori di Forza Nuova.

E il primo a lasciare Piazza Trieste e Trento è Federico Arienzo, capogruppo del Pd al Comune di Napoli che scriverà in un post : “Sono andato via, faccio opposizione a questo sindaco con tutte le forze politiche, lo faccio rispettando la mia idea di mondo, di società e in questa idea spazio per i neofascisti non ci sarà mai”.

Il fuoco di fila comincia sui social. Ad aprire le danze il tweet del consigliere regionale democrat Gianluca Daniele: “Vedere la senatrice del Pd Valeria Valente insieme al parlamentare della Lega Gianluca Cantalamessa fa rabbrividire i nostri elettori”.

Pochi minuti e l'atra consigliera regionale Bruna Fiola:  “Vorrei capire e sapere dove, quando e chi ha deciso che il Pd, sia a livello regionale sia provinciale, debba partecipare ufficialmente alla manifestazione con la Lega: perché non discutere con il partito se fosse o meno il caso di prendere parte al presidio? Da una parte si chiede ai consiglieri metropolitani di rinunciare alle deleghe, dall’altra si segue la volontà di pochi singoli di partecipare a una manifestazione anche con la Lega”.

Le lingue di fuoco dal web infiammano attraverso i social il dibattito e allora la sommossa virtuale comincia ad attecchire nella realtà. Pochi attimi e Piazza Trieste e Trento si svuota. Tutti gli esponenti, attivisti del partito democratico vanno via. Resta qualche striscione e militanti di Casapound e Forza Nuova a presidiare la piazza.