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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Napoli e in cantieri sospesi. Che fine hanno fatto le deiezioni canine?

di Pietro Di Marco

Che fine hanno fatto le cacche dei cani di Napoli? Nessuno lo sa e a quanto pare neanche i consiglieri comunali. A quanto pare l'identificazione dei proprietari dei cani che non raccolgono le "deiezioni" dei fidi amici  è argomento di nicchia. Promosso nel 2014 nella V Municipalità, sembrava che il progetto avesse un certo successo. Subito furono sanzionati 5 trasgressori ed effettuati decine di registrazioni all'anagrafe canina istituita ad hoc.

Tra guai alla Napoli Servizi, all'Anm, con i cantieri fermi in vari punti della città e tra le iniziative del sindaco, il problema sembra essere stato accantonato. Ad aver preso parola a giugno scorso, scrivendo una lunga lettera all'Assessore all'ambiente Raffaele del Giudice è stato il consigliere di maggioranza Nino Simeone. "Il progetto va avanti - ha detto a il24.it - sono stati spesi dei soldi, ma la questione è sulle unità che non ci sono. I vigili dovrebbero effettuare i controlli, ma la situazione a quanto pare è ferma". E poi: "A giugno del 2017 ho chiesto - ha continuato - anche tra le risatine dei miei colleghi, che venissero presi i trasgressori aumentando il personale, ma ad oggi nulla è cambiato". Eppure le persone addette alla funzione erano anche state individuate. Nella nota, lo stesso Simeone scriveva: "Sarebbe quindi  auspicabile che le 123 unità ANM individuate recentemente  con Decreto Sindacale, a cui sono state attribuite funzioni di Ausiliario del Traffico, potessero, avere anche il ruolo di Guardie Ambientali e/o Guardie Ecozoofile sanzionando coloro che non raccolgono dai marciapiedi e dalle strade  le feci dei propri cani".

Eppure la questione non è solo di unità. Nel 2013 sono stati stanziati 50mila euro per dare inizio al progetto. Soldi che forse possono non rappresentare nulla, rispetto ai debiti delle partecipati e al predissesto finanziario del Comune, ma sempre soldi sono. Con molta probabilità le risorse necessarie dovevano essere maggiori. L'iniziativa prevedeva la raccolta delle feci, l'analisi e poi l'individuazione, grazie al dna del cane, del padrone. Un lavoro immenso.