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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Napoletani rapiti in Messico, paura per la loro sorte

di Pier Paolo Milanese

Che fine hanno fatto Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino? C'è un legame con i cinque cadaveri smembrati e rinvenuti dentro buste di plastica lasciate all’interno di un Suv rosso parcheggiato in una stradina nei dintorni di Chilapa nel Sudest del Messico?

E' questo che vogliono scoprire gli inquirenti e i legali degli scomparsi: verificare l'identità e capire se tra quei morti ammazzati e tagliati a pezzi ci sono anche i tre partenopei.

Su quei resti - insomma- sarà eseguito l'esame del Dna. Sono ore di ansia e attesa. Il terrore e il silenzio si sono impossessati delle Case nuove dove risiedono le famiglie  Russo e  Cimmino.

Con il trascorrere dei giorni si spegne sempre di più la speranza di ritrovare vivi i tre napoletani scomparsi il 31 gennaio in Messico.

Perchè rapire i tre napoletani? Perchè sequestrarli addirittura corrompendo parte della polizia locale? Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino sono stati 'venduti' a qualche banda sanguinaria messicana.

L'ipotesi che va sempre più affermandosi è la ritorsione di un potente cartello criminale nei confronti di Raffaele Russo e dei suoi familiari per aver truffato qualche capo importante.

Un 'pacco' venduto alle persone sbagliate che vedendosi presi in giro hanno giurato vendetta. E torna la storia dell'affare dei generatori elettrici cinesi di pessima qualità e spacciati per Caterpillar venduti a intermediari vicini a bande criminali.

Quei generatori servono ai narcos per le piantagioni di Jalisco. E' una realtà a cui nessuno vuole credere. Il ministero degli esteri e l'ambasciata italiana  si muovono con i piedi di piombo.

L'attenzione è massima. In Messico sono sbarcati anche gli 007 italiani per prendere contatto con i loro colleghi e tentare di capire.

La tensione è altissima. Purtroppo il quadro che va delineandosi è molto inquietante e tragico. Le prossime ore saranno fondamentali. Ma i misteri sono tanti e rigaurdano anche la polizia locale che ha 'venduto' i napoletani.

Intanto in una nota, l'avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie dei tre napoletani - Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino commenta la notizia, riportata qualche giorno fa dai media messicani, del ritrovamento di cinque corpi senza vita: "Il testo della notizia riportata dai giornali - dice ancora l'avvocato Falleti - è quasi identico a una news già pubblicata nel mese di novembre 2017, in cui i corpi ritrovati sono 5, non identificabili, in buste di plastica".

"Data la 'vetustà temporale' della notizia e dei numerosissimi parallelismi - conclude l'avvocato Falleti - crediamo che qualora fossero stati rinvenuti dei corpi le nostre autorita' ci avrebbero già comunicato qualcosa, ma al momento la Farnesina non ha confermato nulla. A Jalisco è presente uno studio legale incaricato da me e dalla famiglia che sta tenendo sotto controllo la situazione".

"In queste ore, - fa sapere ancora l'avvocato Falleti - in collaborazione con una collega dell'Ilustre Colegio Abogados de Madrid, abbiamo predisposto un ricorso alla CIDH di Washington (Corte Interamericana Derechos Humanos) affinchè possa adottarsi un misura cautelare immediata in una situazione di estrema gravità e urgenza in cui è necessario prevenire danni irreparabili alle persone, perchè ad oggi, - ribadisce l'avvocato Falleti - i nostri connazionali risultano ancora dispersi"

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