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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Il patto del 'Parco dei Geranei': l'abbraccio tra imprenditoria, politica e camorra

di Arnaldo Capezzuto

 

C'è una verità incontrovertibile. Molti degli appartamenti e attici del Parco dei Geranei ai Colli Aminei a Napoli sono rimasti invenduti. Edificare palazzi ex novo sui suoli della ex clinica privata nel cuore di Capodimonte doveva rappresentare un grande affare.

Un business a tanti zeri. Un modo per mettere in funzione su Napoli una grande lavatrice. Occorreva muovere e mettere in circolo non precisati finanziamenti. Sono trascorsi 6 anni.

I guadagni stratosferici attesi, il quintuplicare dei capitali iniziali, sono rimasti prospetti teorici, previsioni relegate su pezzi di carta. Uno stallo da paura. In molti persero il sonno, specialmente l'eminenze grigie che quel progetto lo pretesero, lo imposero e lo sponsorizzarono.

E si sa quando ci sono di mezzo cifre consistenti tutto cambia. La Vasad Immobiliare, la Srl, inventata dal costruttore  di Marano Antonio Di Guida e da Cesare Basile, l'ex proprietario del Magic World e prima ancora dell'Acquaflash, aveva preso impegni collegando la lottizzazione immobiliare dei Colli Aminei ad altri progetti simili.

Un'economia di scala basata sul mattone selvaggio. I trucchetti legali sono i soliti: acquisizione dei suoli, ricostruzione  con le stesse volumetrie, indici in divenire e piccole modifiche urbanistiche in corso d'opera.

Ottenuta la copertura politica e amministrativa, chiuso l'accordo con le entità, ecco che sulla rampa di lancio è pronto a decollare il grande business. Qualcosa però va storto. Crisi economica, patti non rispettati e liti tra entità. Fibrillazioni, nervosismi, tentennamenti che non piacciono.

I soci della Vasad Immobiliare finiscono nel mirino e non soltanto loro. Nel progetto del 'Parco dei Geranei' che ha origine nel 2009 non casualmente sono presenti anche Aniello e Raffaele Cesaro nella loro qualità di costruttori e fratelli dell'allora Presidente della Provincia di Napoli, Luigi e oggi senatore nelle fila di Forza Italia.

Allacciatevi bene le cinture di sicurezza. E siamo a quattro anni fa. Ci sono coincidenze temporali impressionanti scandite da una serie di eventi di cronaca nera.

Le imprese di Di Guida operano a Marano, territorio dove per almeno 40 anni ha dominato e domina il clan Polverino, collegato agli Orlando e Nuvoletta, cosche associate a Cosa Nostra.

Di Guida quando comincia la realizzazione del progetto Parco dei Geranei ricopre la carica anche di assessore della Provincia proprio con Cesaro presidente. Comincia ad avere problemi. Subisce una rapina violenta, poi dopo qualche giorno un’intrusione da parte di anomali ladri in casa.

E' aprile 2014. E' un avvertimento? Un segnale? Un messaggio. Forse si, forse no. Ma ciò che colpisce è il trattamento che 'anonimi' riserveranno ai fratelli Cesaro.

E' inizio giugno sempre del 2014. Qualcuno 'piazza' una carica esplosiva all'ingresso della Igea,  il centro polispecialistico e diagnostico  di via degli Oleandri a Sant'Antimo, di proprietà dei Cesaro. Saltano in aria porte e finestre, finanche l'ascensore dell'edificio.

Non sembra un attentato dei 'signori' del racket. Il deputato Luigi Cesaro, è vicino a suo fratello Aniello che è l'amministratore del centro. E' turbato non dice una sola parola. Sarà  Aniello a sussurrare: “È il terzo attentato che subiamo. Questo è un posto orribile. Sarebbe meglio lasciare tutto e andare via. Ma diamo lavoro a più di cento famiglie, dunque dobbiamo ricominciare”.

Passano tre mesi. Cesare Basile, l'altro socio della Vasad Immobiliare, incontra al bar alcuni conoscenti. Chiacchierano, discutono di affari e progetti. Si danno un nuovo appuntamento per l'altra settimana. Quel giorno non ci sarà.

Trascorre qualche ora, l'ex patron  del Magic World cade sotto i colpi dei killer. Quattro colpi di pistola di cui tre a segno. Non c'è scampo, il cadavere di Basile verrà rinvenuto in una stradina sterrata di via Domiziana non molto distante dal bar.

Un delitto dalla chiara matrice per modalità ed esecuzione firmato dalla camorra decreta la Dda che indaga. Basile era conosciuto, il suo quartier generale era a Giugliano, grossa cittadina alle porte di Napoli, dove non si muove nulla se non lo decide il potentissimo clan Mallardo.

Le sue attività economiche si erano concentrate oltre che a Varcaturo e Licola anche tra nella zona collinare di Napoli con la realizzazione del Parco dei Geranei e ad Ischia.

Non finisce qui. E siamo a ottobre di tre anni. La moto si ferma all'altezza dell'autolavaggio e il passeggero con mano ferma esplode numerosi colpi di pistola calibro 9 contro l'audi dell' architetto-imprenditore  Aniello Cesaro che qualche settimana prima aveva subito una feroce rapina in casa, definita 'strana' dagli 007, con alcuni membri della famiglia che furono sequestrati nell’abitazione per alcune ore.  Avvertimenti, messaggi sinistri, fiato sul collo.

Ci saranno gli arresti dei fratelli Cesaro per lo scandalo Pip di Marano e Lusciano, qualche collaboratore di giustizia che comincia a spiegare il 'sistema Cesaro', e l'inchiesta proprio sul 'Parco dei Gernei' con quel sospetto di una grande operazione in cui sono entrati capitali dei clan della camorra.

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