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Migranti: Salvini in Austria rilancia la fortezza Europa, ma perde la partita sulla Diciotti

di Francesco Petronella

Alle 8 di questa mattina i tre ministri dell'interno di Italia, Austria e Germania hanno parlato in una conferenza stampa congiunta al termine dell' pre-incontro trilaterale a Innsbruck, in Austria. Un "asse di volenterosi" guidato dai tre paesi per frenare le partenze dei migranti e gli sbarchi in Europa, in modo da far giungere sul Continente solo coloro che effettivamente fuggono da guerre. Questo hanno detto al termine dell'incontro il ministro dell'Interno Matteo Salvini ed i colleghi Horst Seehofer (Germania) e Herbert Kickl (Austria).

 

Salvini ha annunciato che "chiederemo sostegno alle autorità libiche e chiederemo alle missioni internazionali di non usare l'Italia come unico punto di arrivo". E poi ha aggiunto: "Sarà una soddisfazione se le proposte italiane potranno diventare europee con una riduzione delle partenze, degli sbarchi, dei morti e dei costi. Se il modello italiano diventerà europeo è motivo di orgoglio".

L'idea del leader leghista è quella di continuare ad affrontare il problema a monte, cioè nelle acque del mediterraneo, rendendole a tutti gli effetti parte della frontiera europea. Ancora una volta il lumbard calca la mano sulla differenza tra rifugiati, da accogliere, e migranti economici da respingere. E' compito dell'europa, secondo il Capitano leghista, quello di "proteggere i suoi 500 milioni di abitanti".

Intanto, Salvini deve incassare un duro colpo in patria, preparandosi però a venderlo al suo pubblico come una grande vittoria. La nave italiana Diciotti, sulla quale navigano 69 migranti soccorsi in mare, è a poche miglia dal porto di Trapani dove sbarcherà in breve tempo, nonostante Salvini abbia tentato nuovamente l'operazione mediatica di "chiudere i porti". Questa volta, strano ma vero, il capo del Carroccio ha incontrato rimostranze da parte di membri del suo esecutivo come il ministro dei trasporti Toninelli e il vicepremier Di Maio. Entrambi, sottolineando quanto sia assurdo impedire a una nave italiana di attraccare in un porto italiano, hanno spinto per far giungere la Diciotti nelle acque trapanesi per lo sbarco.

A quel punto Salvini ha deciso di giocarsi la carta "facinorosi" affermando che "Prima di concedere qualsiasi autorizzazione,  attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette".  Peccato che sarà la Procura di Trapani, dopo lo sbarco (ovviamente) a valutare la posizione dei due migranti, un ghambiano e un sudanese, individuati come i presunti responsabili delle minacce che hanno costretto la Guardia costiera a prendere a bordo della nave Diciotti il gruppo di migranti soccorsi dalla Vos Thalassa. I due si sarebbero agitati per paura di essere riconsegnati alla marina libica, di cui una motovedetta si aggirava da quelle parti.

Insomma, Salvini si compatta con gli interlocutori europei, ma perde ben due partite in casa.