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Meluzzi sul caso Giulia Sarti: "Basta con questa storia dei filmini. E' un comportamento infame"

Si infittisce la coltre sul caso Giulia Sarti, l'onorevole del Movimento 5 Stelle finita del vortice dello scandalo rimborsopoli. Il politico, poi autosospeso, dopo i vari servizi de Le Iene, continua a far parlare di sé dopo la rivelazione, da parte del programma, su alcuni presunti messaggi tra di lei e il suo ex collaboratore Bogdan. Nella puntata si fa riferimento a due nome Dedo e Luca, ai quali sarebbe stata versata una somma di 4 mila euro. Non si capisce ancora il motivo. Ad alimentare il sospetto, ci sarebbe la presenza di alcune telecamere istallate nella camera da letto.

Ma perché questo accanimento mediatico? C'è il rischio di un nuovo caso Tiziana Cantone? La spasmodica voglia di scoprire una serie di filmati hard? E con quale scopo?

"Non ho visto il servizio delle Iene - ha detto il professor Alessandro Meluzzi -  ma ho avuto modo di leggere e seguire la cosa sui giornali. Credo comunque che divulgare filmini hard, ove mai ce ne dovessero essere, rappresenti un comportamento infame. C'è comunque da dire che il modo migliore per non permettere la divulgazione di questi filmati sia quello di non girarli proprio. Bisogna avere una certa prudenza". E sull'accanimento mediatico. "E' la comunicazione. Purtroppo così funziona". Negli anni, dopo varie denunce da parte di donne vittime di bullismo, c'è comunque una continua divulgazione di questi video. "Le persone non lo sgradiscono - conclude il professor Meluzzi - Un filmino hard ha una enorme possibilità di finire su internet. Se sto facendo un filmino hard con il pensiero che nessuno possa metterlo in rete, sto pensando male. C'è una logica perversa in queste cose, a purtroppo è così".

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