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MdP saluta Gentiloni. "Il nostro leader è l'ex giudice Grasso"

E' il percorso che traccia anche Enrico Rossi. Il governatore della Toscana apre il suo discorso ricordando che "oggi sono cent'anni dalla rivoluzione d'ottobre" e si prende così i primi applausi della platea.

"Indipendentemente dal nome che avrà il nuovo soggetto- osserva- c'è bisogno di costruire un orizzonte, usando parole con robusta cultura politica. Più che al dialogo col Pd dobbiamo dialogare col civismo", e anche qui incassa tanti applausi.

"Il travaso di voti dal Pd al M5S dà l'idea della forza dei Cinque stelle. A me pare che lo scontro politico sia tra destra e M5S - prosegue- come dimostra anche Ostia. Adesso non dobbiamo farci coinvolgere dalla diatriba interna al Pd. Ora loro perdono e bastonano noi e magari bastonano anche Grasso. Avete da discutere? Fatelo tra di voi. Ripensate le politiche negative che avete fatto in questi anni".

Per Rossi "il renzismo è in crisi, ma noi non dobbiamo dare una sponda a questa crisi strutturale. Guardiamo con interesse al dibattito nel Pd. Ci invitano a un tavolo? Lo facessero loro il tavolo. Vogliono discutere ora? Potevano fare un congresso", e altri applausi. Anche Bersani chiede di "dire un bel no all'arroganza" di Renzi, di cui "non se ne puo' piu'".

"Nelle nostre liste c'era aria di pulizia- dice per esempio Rossi- dobbiamo andarne orgogliosi. Il risultato di Fava e' apprezzabile, e' buon punto di partenza, senza esaltarsi".

Alfredo D'Attorre prende la parola e attacca subito Renzi: "Negli ultimi 30 anni non è mai successo che un leader andasse avanti con una caterva di sconfitte come quelle infilate da Renzi. Hanno disegnato una legge elettorale fatta su misura per ricreare l'unita' centrodestra. In Parlamento - racconta- incontravamo tanti del centrodestra che ci dicevano 'Noi ce ne stiamo zitti, non crediamo che ci facciano davvero un regalo del genere'. E' stato un atto di autolesionismo senza precedenti".

Un'attenzione che anche la minoranza del Pd inizia a dedicare ai Cinque stelle: "Io sono tra quelli che non hanno mai escluso un'alleanza con i Cinque stelle- dice Francesco Boccia- e non credo possano presentarsi nella prossima legislatura, rappresentando un terzo del paese, senza voler fare alleanze, perchè sarebbe una mancanza di rispetto per i voti che hanno preso. In Sicilia hanno ottenuto un ottimo risultato, quello dei 5 stelle è un partito in salute e chi dice il contrario fa un errore di sottovalutazione del sentimento degli italiani che chiedono cambiamento".