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Maturità, Gli Strafalcioni dei prof: "L'America scoperta nel 1789 e Hitler era polacco"

Errare humanum est. Ma se a sbagliare è il professore, la cosa cambia. Abbiamo raccontato proprio ieri gli strafalcioni commessi in questi giorni dai ragazzi alla Maturità. Eppure errori gravissimi (anzi, orrori) li commettono purtroppo anche i docenti commissari d'esame. Al sito Skuola.net fioccano le segnalazioni di strafalcioni commessi di fronte ai candidati.

Qualche esempio? Un commissario esterno di Chimica, lanciandosi in un'azzardata invasione di campo, ha deciso di correggere lo studente nella parte storica assicurando che «Hitler era di origine polacche e non austriache». Sgomento. E che dire invece della professoressa di Storia che, per ben due volte, sostiene la tesi per cui «la Seconda guerra mondiale scoppiò nel 1915»? Probabilmente un errore del genere, commesso da un candidato, avrebbe massacrato la media dei voti se non addirittura la promozione.

Un professore di Matematica ha voluto ricordare - di fronte all'intera commissione basita - che «il 1789 è l'anno in cui i francesi scoprono l'America»: rivoluzionando, è il caso di dire, la storia d'oltreoceano.
Ma c'è anche chi, insegnando Storia dell'Arte, ha deciso di affibbiare a Pirandello la stesura di Se questo è un uomo, di Primo Levi. Del resto il drammaturgo siciliano non se la passa proprio bene tra i docenti, visto che un professore di Inglese ritiene che sia l'autore di La coscienza di Zeno, firmata invece da Italo Svevo. Anche la Storia dell'Arte è un campo minato, soprattutto per i non addetti ai lavori visto che un commissario di lingua inglese si vanta di conoscere bene Salvator Dalì, apprezzandone tantissimo la Notte Stellata. Quella di Van Gogh, appunto.

Insomma, prof asini e bocciati senza appello. Ma com'è possibile assistere a tanti strafalcioni? La situazione non è delle migliori se si considera che al concorso del 2016 venne bocciata un'altissima percentuale di docenti candidati: in alcune classi di concorso si arrivò anche a 7 respinti su 10, solo per la prova scritta. Un'ecatombe che non consentì neppure di coprire tutti i posti messi a bando: eppure si trattava di docenti precari, utilizzati anche da decenni come supplenti nelle scuole.