Mattarella ha pronta la soluzione: due nomi per il governo. Con l’astensione del Pd

pasquale napolitano

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accelera: i partiti litigano, senza trovare un’intesa per la nascita del governo. Domani, il Capo dello Stato avvierà il secondo giro di consultazioni. Lunedì potrebbe arrivare la fumata bianca: un governo di minoranza, guidato da un esponente del centrodestra con l’astensione del Pd. Una mossa per far partire la legislatura ed evitare lo stallo a lungo. Uno scenario che prelude a un ritorno al voto nel giro di un anno. Due i nomi su cui lavora il Colle per affidare la guida dell’esecutivo di minoranza: Giancarlo Giorgetti o Maria Elisabetta Casellati. Nella prima soluzione, la Lega otterrebbe la guida del governo con un fedelissimo di Matteo Salvini e lascerebbe libera la poltrona della commissione speciale alla Camera che andrebbe a un esponente del Pd. Nel caso in cui l’incarico sarà affidato al Presidente del Senato, Mattarella cercherebbe una convergenza anche del M5S, che ha già votato la Casalleati al Senato. Per ora, il veto di Luigi di Maio su Silvio Berlusconi blocca un accordo tra M5S e centrodestra che potrebbe essere la pietra su cui costruire una maggioranza politica. Se la soluzione di Mattarella otterrà il via libera di Lega, Fi e Fdi, il lavoro del Colle si sposterà sul Pd per convincere Renzi a un’astensione al momento del voto di fiducia. Una soluzione “ponte, in attesa di uno scenario più stabile o di un ritorno al voto, dopo la riforma della legge elettorale. Al momento quella del governo di minoranza appare come l’unica strada per uscire dalla paralisi.