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Maresciallo trova l'ex moglie con l'amante assessore: poi li sequestra. Choc a Benevento

Per 'punire' la ex moglie della sua nuova relazione ha sequestrato in un appartamento la donna e l'uomo, costringendoli a farsi fotografare in pose compromettenti; le foto sono poi state utilizzate per ricattare l'uomo, assessore di un comune del Beneventano. Sono le accuse che hanno portato agli arresti domiciliari un maresciallo dei vigili urbani di Piedimonte Matese (Caserta) di 59 anni, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura, retta da Aldo Policastro e dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo. L'accusa per il maresciallo e' di sequestro di persona, violenza privata, estorsione, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia ai danni, a vario titolo, della ex moglie e dell'uomo con cui aveva allacciato una relazione.

 

Le indagini sono partite in seguito al rinvenimento di alcune foto compromettenti per l'assessore da parte degli agenti del commissariato di Telese Terme, retto da Flavio Tranquillo. L'uomo, vincendo l'iniziale imbarazzo, ha riferito di essere stato costretto dall'indagato ad assumere atteggiamenti compromettenti e a farsi fotografare, dopo essere stato sequestrato in un appartamento e aver subito minacce e violenze fisiche, ovvero calci, pugni e schiaffi. Tali foto sono state poi utilizzate per ricattarlo e costringerlo a pagare cinquemila euro. La somma pero' non e' stata ritenuta sufficiente, e le foto sono state inviate dal maresciallo a vari destinatari con l'intento di distruggere la reputazione del malcapitato e ottenere il versamento di ulteriori somme: la richiesta complessiva era di 200mila euro. Alle dichiarazioni della vittima la polizia giudiziaria ha trovato riscontri in numerose testimonianze, raggiungendo un quadro indiziario che ha portato all'emissione dell'ordinanza. Le indagini hanno inoltre delineato un quadro di gravi maltrattamenti ai danni dell'ex moglie, che oggi vive in una localita' sconosciuta, da parte dell'indagato. La donna, oltre ad essere costretta a farsi fotografare, era stata in piu' occasioni colpita con calci e pugni.

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