Sign in / Join

Marco Di Lauro, una vita tranquilla e quel femminicidio che mette in ansia il clan

Una vita normale quella del latitante Marco Di Lauro. Un ragazzo semplice, tranquillo, nessun grillo per la testa.

Il super boss viveva in affitto con la sua compagna in un piccolo appartamento in via Emilio Scaglione a Chiaiano, quartiere periferico di Napoli.

Nessuno stile di vita che dava nell'occhio. La sua una presenza discreta, disciplinata, silenziosa. Niente effetti speciali.

Chi immagina scorte con affiliati in moto oppure auto potenti che prelevavano il boss da casa, si sbaglia di grosso.

La sua vita quotidiana si consumava a Chiaiano con la sua compagna e due gattini, uscite normali, amicizie, interessi condivisi e shopping. Tutto qui.

E' chiaro che Marco Di Lauro aveva un esercito di fiancheggiatori, gente che gli guardava le spalle, un cerchio magico allargato e inclusivo.

Una catena di comando che gli consentiva di vivere apparentemente come uno qualsiasi, una persona anonima.

E le indagini si stanno concentrando proprio per capire, comprendere e verificare i meccanismi della sua astuta assenza-presenza a Napoli.

Quella latitanza silenziosa, che in pochi anni l'hanno fatto diventare l'ago della bilancia del potere camorrista, il saggio, il punto di riferimento del 'nuovo' clan rinato dalle ceneri dello scontro della faida contro gli Scissionisti e della faida interna.

“Occorre capire da quanto tempo fosse li e la sua rete di copertura” - spiega il Questore di Napoli Antonio De Iesu e  il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Ubaldo Del Monaco - non girava travestito ma come un ragazzo qualunque, e questa era la sua migliore mimetizzazione, la sua forza è stata la grande capacità di nascondersi tra i cittadini comuni: abbigliamento normale e convivenza con una ragazza. Non hanno figli ma solo gatti”.

Poi il numero uno di via Medina si è soffermato sull'aspetto fisico di Marco Di Lauro: “Ha qualche anno in più ma non ha modificato le sue caratteristiche e ha ancora la stessa faccia da ragazzo”.

La cattura di Di Lauro è stata anticipata. Da tempo la macchina da guerra messa in campo dal capo della Procura di Napoli, Giovanni Melillo aveva localizzato la zona d'influenza di dove con ogni probabilità gravitava il latitante più ricercato d'Italia.

Però c'è stato un accadimento improvviso che ha accelerato gli eventi. Un caso di femminicidio. Norina Mattuozzo, 33 anni, dice basta e lascia casa portandosi i suoi due figli piccoli: un bambino di 7 anni e una ragazzina di 14.

E' stanca e si rifugia a casa della madre nel centro storico di Melito. Salvatore Tamburrino, un ex sorvegliato speciale, contiguo al clan di camorra dei Di Lauro, non accetta la separazione.

E allora irrompe a casa della suocera e uccide con tre colpi di pistola la consorte. L'uomo, una sfilza di precedenti a carico, nel 2007 fu vittima di un agguato al Rione dei Fiori nell'ambito della cosiddetta faida di Scampia interna al clan 'Di Lauro'.

In prognosi riservata per giorni, riuscì a salvarsi dopo un delicato intervento chirurgico. Dopo aver ucciso la moglie, Tamburrino ha fatto perdere le tracce, ma la sua fuga è durata poco. I carabinieri erano sulle sue tracce quando, dopo aver contattato il suo avvocato, l'uomo si è costituito negli uffici della squadra mobile di Napoli. E li sarebbe maturato nel corso dell'interrogatorio il discorso su Marco Di Lauro. Tamburrino scosso dall'omicidio della moglie, provato psicologicamente, nel rispondere alle incalzanti domande si sarebbe tradito e quindi confermato la presenza del super latitante a Chiaiano.

Quell'omicidio però ha creato grande tensione, smarrimento e mandato in fibrillazione alcuni soggetti che erano tenuti sotto controllo dalle forze dell'ordine. Intrecci e risultanze che hanno portato in poche ore all'avvio dell'operazione e del blitz in via Emilio Scaglione a Chiaiano.

L'appartamento di Marco Di Lauro è stato circondato, l'intero quartiere cinturato, elicottero che volteggiava e reparti speciali di polizia e carabinieri hanno fatto il resto con le unità della finanza a monitorare altre zone della periferia Nord.

Strade e piazze militarizzate, c'era la certezza che quel giovane apparentemente semplice, tranquillo era il latitante Marco Di Lauro.

di Arnaldo Capezzuto

Leggi Marco Di Lauro, il boss silenzioso

Leggi Arrestato Marco Di Lauro

LEGGI ANCHE