Marco Di Lauro, il boss silenzioso ha raccomandato agli agenti di accudire il suo gattino

'Io e te tre metri sopra il cielo', è la scritta di colore verde impressa sul muro del civico 424 di via Emilio Scaglione, quartiere Chiaiano, periferia Nord di Napoli.

In quest'edificio abitato da insospettabili e persone perbene si nascondeva con la sua compagna, Marco Di Lauro, 38 anni, il rampollo della cosca fondata da Ciruzzo ' o milionario.

Il giovane padrino era scappato - pochi minuti prima - che scattasse il maxi blitz della notte del 7 dicembre del 2004 quando le forze dell'ordine arrestarono 53 persone tra capi e affiliati della cosca che dettava la propria 'legge' a Secondigliano e Scampia ed entrò in guerra con gli 'Scissionisti'.

Una mazzata che nei fatti rase al suolo la cosca fondata da Paolo Di Lauro e azzerrò uno dei clan più feroci, sanguinari e industriali per attività economiche dai tempi della Nco di Raffaele Cutolo.

Marco Di Lauro da 14 anni era latitante e inserito nella super lista tra i 10 criminali più ricercati al mondo.

Scaltro, intelligente e con una saggezza da vecchio boss aveva riannodato i fili, riorganizzato la cosca, stabilito diplomaticamente nuovi confini e riconosciuto agli Scissionisti ed i nuovi gruppi orbitanti pezzi di territorio un tempo sotto il controllo militare ed economico dei Di Lauro.

A differenza del fratello Cosimo, Marco Di Lauro, somigliava nella strategia e nelle sfumature molto all'agire di suo padre Paolo: basso profilo, intelligenza criminale, grande diplomazia e rispetto dei patti.

[contentcards url="http://il24.it/catturato-il-boss-marco-di-lauro-latitante-dal-2004/" target="_blank"]

Taciturno, silenzioso, furbo per quattordici lunghi anni ha intessuto rapporti e stabilito nuove regole 'industriali' per l'importanzione, l'approvvigionamento, e la distribuzione e  vendita degli stupefacenti.

Mai una telefonata, mai un passo falso, mai un colpo di testa, mai un errore.

Marco Di Lauro un po' come Matteo Messina Denaro, ancora latitante, era attento, attentissimo e poteva far affidamento di una vasta e ampia cerchia ci conoscenti e insospettabili che gli guardavano le spalle.

Finito il dominio di Scampia e Secondigliano, le più grandi piazze di spaccio europee di polvere bianca, Marco Di Lauro, ha optato – anche in considerazione della fine del monopolio del potere di famiglia – in una rimodulazione del potere, delle zone di spaccio e una differenziazione del mercato.

Marco Di Lauro ha anche ristrutturato il welfare criminale e riconosciuto agli affiliati, i fedelissimi, i luogoteneti e capi piazza fino alle vedette stipendi, benefit, bonus e assistenza legale.

Quando è stato stanato non ha reagito, era a casa con la compagna. Si apprestava a mangiare un piatto di pasta asciutta, non era armato, non ha detto nulla tranne nel momento in cui doveva essere accompagnato in Questura di accudire il gattino. Poi più nulla.

di Arnaldo Capezzuto

 

Leggi Arrestato Marco Di Lauro