Marco Di Lauro, beffa l'Intelligence e resta per 14 anni latitante a casa sua. E' questa la verità?

Non è credibile che Marco Di Lauro, il boss partenopeo acciuffato - sabato pomeriggio - nella sua casa di via Emilio Scaglione, per 14 lunghi anni non si sia mai allontanato da Napoli o peggio dai quartieri della periferia Nord della città, epicentro dell'impero del clan camorristico fondato da suo padre Paolo detto Ciruzzo 'o milionario.

Il rampollo avrebbe controllato da vicino gli affari, lavorato alla ricostruzione ed evoluzione del clan, alla ritessitura delle relazioni diplomatiche, al riassetto territoriale ridonando alla cosca il basso profilo (marchio di fabbrica) e rittivato il welfare criminale dopo le sanguinose e devastanti faide.

Il latitante tra i più ricercati dopo Matteo Messina Denaro, da una anonima abitazione avrebbe - insomma - dettato tempi e attuato strategie nel riserbo più totale attraverso un cerchio ristrettissimo di disciplinati luogotenenti.

Con il trascorrere delle ore cominciano a venire fuori una serie di dubbi e perplessità su questa verosimile verità.

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Lo stesso Di Lauro nel corso dell'interrogatorio di ieri ed ha replicato oggi davanti ai giudici nel carcere di Secondigliano avrebbe più volte ribadito – rispetto alla contestazione di mantere le fila con i narcos stranieri – di non essersi mai mosso da Napoli anzi da Secondigliano.

La domanda diventa lecita e urgente : Come è possibile? E' chiaro che Marco Di Lauro è astuto e muove passi felpati utilizzando una abile attitudine psicologia criminale.

Una testa pensante che sfugge e mette in crisi paludati luoghi comuni da fiction e fortunati film su boss e padrini.

Si muoveva e teleguidava i complici come mosso da una sorta di algoritmo, ragionava da sbirro e da camorrista insieme e quindi riusciva a mettere in campo comportamenti 'normali' sufficienti a non incappare nelle maglie degli investigatori.

Spiegazione che regge fino a un certo punto e sul lungo perioso non è credibile.

L'astuzia e l'accortezza non possono bastare per rendere invisibile un rampollo dello spessore di 'Marchitiello' così ribattezzato al Rione dei Fiori e in via Cupa dell'Arco a Secondigliano.

C'è qualcosa che sfugge in questa strana storia che comincia ad apparire inquietante e dai moltissimi lati oscuri.

Se l'intelligent, gli 007, la catturandi e i gruppi speciali hanno dato la caccia a Di Lauro senza trovarlo per oltre un decennio c'è da chiedersi ancora di più: da chi sia costituito il vasto esercito dei fiancheggiatori, della zona grigia e del mondo di mezzo che ha fatto apparire F4 un fantasma.

Chi sono i veri giocatori di questa partita? Chi ha garantito quei coni d'ombra entro i quali Marco Di Lauro si muoveva agevolmente? Chi ha messo in sicurezza e reso la vita quasi normale al secondo latitante più ricercato in Italia e all'estero? Misteri che si infittiscono.

di Arnaldo Capezzuto

 

 

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