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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Di Maio (M5S) 'avverte' i sindacati : "Se non si autoriformano, ci pensiamo noi"

"Se il Paese vuole essere competitivo le organizzazioni sindacali devono cambiare radicalmente. Dobbiamo dare possibilità alle associazioni giovanili di contare nei tavoli contrattazione, serve più ricambio nelle organizzazioni sindacali. O i sindacati si autoriformano o, quando saremo al governo, faremo noi la riforma".

Ecco la prima uscita ufficiale di Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle che non la manda a dire ai sindacati.

La location è quella del Festival del Lavoro a Torino promosso dai consulenti del lavoro dove l'esponente pentastellato attacca a testa in giù: “Un sindacalista che prende la pensione d'oro o finanziamenti da tutte le parti ha poca credibilità per rappresentare un giovane di trent'anni”.

E sul lavoro annuncia la ricetta dei grillini: “Noi abbiamo bisogno sul costo del lavoro di una manovra shock per far riprendere le aziende e gli studi professionali, di assumere, per dare gettito allo Stato e così pagare il debito ma anche fare investimenti e ridurre il costo del lavoro”. E aggiunge: “Facciamo un po' di deficit produttivo, investiamo nell'abbassamento del costo del lavoro, investiamo nei settori ad alto moltiplicatore cosi' rimetteremo in moto l'economia”.

Non mancano le reazioni politiche alle parole di Di Maio, il più duro è Arturo Scotto, coordinatore nazionale di Mdp, che attacca : "Leggo Di Maio e mi sembra di aver preso la macchina del tempo. Chissà perché ho pensato di vivere in un altro ventennio, quello in cui i sindacati erano fuori legge e ce n'era uno solo, al servizio del governo".  "D'altra parte - aggiunge - per un leader che confonde Berlinguer con Almirante non c'e' da aspettarsi molto altro".