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Elezioni e rapporti con l'Ue: Emmanuel Macron è l'esempio (da evitare?)

di Francesco Petronella

A causa dell'ormai storico intervento televisivo di Matteo Renzi, ospite di Fabio Fazio nella trasmissione "Che tempo che fa", l'ex-segretario dem è stato criticato da più parti per le posizioni assunte rispetto a svariati argomenti. Nonostante abbia dato le dimissioni da Segretario del Partito Democratico, infatti, il senatore di Scandicci continua ad agire come una sorta di eminenza grigia in grado di influenzare le iniziative del suo partito, specialmente per quello che concerne la formazione di un governo in grado di far uscire l'Italia dallo stallo politico. Bocciando di fatto un possibile accordo tra PD e Movimento 5 Stelle, forte del numero di parlamentari fedeli alla sua linea, Renzi ha messo una seria ipoteca sulla Direzione Dem in programma per domani 3 maggio. In pochi però hanno colto il riferimento, dai toni quasi incensatori, alla figura del presidente francese Emmanuel Macron, definito senza mezzi termini "il punto di riferimento dell'Europa".

In realtà, sin da quando il giovane Macron ha ottenuto le chiavi dell'Eliseo, Renzi ha manifestato molto apertamente la propria ammirazione e vicinanza politica per l'allora omologo d'oltralpe. "La vittoria di Macron scrive una straordinaria pagina di speranza per la Francia e per l'Europa. #EnMarche! #incammino" twittava il leader Dem il 7 maggio dello scorso anno.

In molti, da allora, sostengono che in un certo senso a Renzi piacerebbe essere Macron o comunque una versione nostrana del capo dell'Eliseo. In realtà "Renzi è stato un Macron prematuro" commenta Alan Friedman su Formiche, argomentando che "quattro anni fa si è presentato con le sue politiche liberiste, ma l’Italia, a differenza della Francia, non è un Paese che vuole le riforme".

La domanda fondamentale, però, non riguarda se e quanto Renzi può essere paragonato a Macron, quanto piuttosto se il riformismo à la Macron sia effettivamente un modello da imitare o da evitare. Nelle ultime ore le cronache d'oltralpe sono concentrate sui disordini di cui la Francia è stata testimone in occasione del Primo Maggio. Sono 109, infatti, le persone arrestate ieri a margine delle manifestazioni organizzate a Parigi per la Festa dei lavoratori, in cui si sono verificati scontri e danneggiamenti. Il prefetto Michel Delpuech, interrogato dalla radio France Inter, ha precisato che "283 persone in totale" sono state fermate. La prefettura parla di lanci di oggetti contro le forze dell'ordine e violenze da parte di "1.200 black bloc". Diversi manifestanti, riferiscono i media vicini alla sinistra radicale, sono stati feriti. A Parigi e nelle altre città francesi blocchi, manifestazioni e occupazioni continuano anche oggi in diverse sedi universitarie. Sono 143mila secondo le autorità, o 210mila secondo il sindacato Cgt, le persone hanno partecipato alle manifestazioni organizzate ieri in tutto il Paese.

I tafferugli verificatisi durante la festa dei lavoratori sono un importante indicatore dei risultati della politica macroniana, specialmente per quello che concerne il disagio sociale e i bisogni dei lavoratori. Scioperi nel settore trasporti, occupazioni nelle università e manifestazioni di dissenso di questo genere sono un sintomo impossibile da ignorare. Le occupazioni universitarie, ad esempio, sono cominciate in marzo, per contestare la riforma dell'istruzione superiore e in particolare il potenziamento dei test d'ammissione, i nuovi criteri e le graduatorie che ne conseguono. Da un mese a questa parte, invece, scioperi e i disservizi nel settore trasporti rappresentano una forma di protesta contro la riforma ferroviaria adottata due settimane fa dall'Assemblea nazionale. Per quanto concerne il trasporto aereo, a metà aprile anche Air France, con i piloti che chiedono un aumento dei salari del 5,1%, ha organizzato uno sciopero tale da far rimanere a terra il 30% dei voli della compagnia di bandiera. Anche in questi giorni, nell'ambito dei movimenti di piazza di ieri Primo Maggio, ferrovieri, dipendenti pubblici, pensionati e personale di Air France hanno incrociato le braccia, manifestando una compattezza non usuale negli ambienti sindacali francesi. Giovedì e venerdì, come a metà del mese scorso, i dipendenti della Sncf, l'azienda nazionale dei trasporti ferroviari, e quelli di Air France si fermeranno insieme di nuovo per portare avanti le loro rivendicazioni. Il 5 maggio, concludendo la lunga coda della festa dei lavoratori, avrà luogo la "Festa di Macron", una manifestazione contro le politiche del governo indetta a Parigi da François Ruffin, deputato della France Insoumise, partito della sinistra radicale.

 

 

Dal canto suo il capo dell'Eliseo, quasi a voler nascondere la polvere sotto il tappeto, si dedica anima e corpo alla politica estera. Dopo essere tornato con un pugno di mosche dalla visita di stato negli Usa - per ridiscutere col presidente Trump dazi e accordo sul nucleare iraniano -Macron si recherà domani in  Nuova Caledonia, un'isola del Pacifico facente parte dei domini francesi d'oltreoceano. Durante la visita Macron compirà un gesto simbolico "molto forte" restituendo l'atto scritto unilateralmente da Napoleone III nel 1853, in cui si attestava l'acquisizione del territorio da parte di Parigi. Un documento storico che la Nuova Caledonia richiede da anni. Queste operazioni "post-coloniali", insieme al tentativo di fare della Francia "il grande mediatore" nelle crisi internazionali, servono a Macron per raggiungere due obiettivi: rifarsi il trucco di fronte all'opinione pubblica internazionale vestendo i panni dell'interlocutore buono, credibile e affidabile (pur ottenendo risultati diplomatici abbastanza discutibili) e distrarre l'opinione pubblica interna dalle beghe casalinghe suwelfare, istruzione e lavoro, un po' come i file di politica estera servono a Donald Trump per spostare i riflettori dalle sue scabrose vicende private.

Insomma, secondo Renzi e molti altri è questo il "modello Macron" da imitare, con tutti i pro e i contro. Secondo altri, e le manifestazioni di questi giorni lo provano, il capo dell'Eliseo è sicuramente un modello, ma da evitare!