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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Macron il rapace: finita la luna di miele con i francesi, innesta la retromarcia con Fincantieri

di Francesco Sarnacchiaro

Nomen omen, avrebbero detto i latini: Macron pensa in grande. Il neopresidente francese si muove in maniera spregiudicata e, di fatto, si comporta esattamente all’opposto di come si autodefiniva in campagna elettorale, ovvero liberista ed europeista.

Poco più di cento giorni dopo, lo ritroviamo statalista e contro tutte le comuni regole europee di comunità di nazioni. Sarà che la luna di miele con gli elettori è già finita (nei sondaggi ha perso 7 punti in un mese) e le politiche economiche interne stanno creando tensioni sociali. Sarà che la grandeur francese non prevede un capitolo efficienza alla voce gestione del terrorismo islamico.

Sta di fatto che “Macron il freddo”, come lo avevano appellato i suoi connazionali, si è trasformato in “Macron il furbo”: quello che nazionalizza i cantieri navali Stx, regolarmente acquistati dagli italiani di Fincantieri in accordo con il precedente governo francese. Una mossa dettata dalla convinzione di poter rinegoziare i termini e riprendere, di fatto, il controllo della società senza rischi industriali. Un atteggiamento tipico dell’arroganza transalpina.

D’altronde l’ultimo ventennio è costellato di azioni rapaci da parte dell’imprenditoria francese nei confronti delle imprese italiane. Un rapido e sommario elenco scorre sui nomi di Gucci, Bulgari, Parmalat, Pioneer, Luxottica, per arrivare alle ultime scorribande in Tim e Mediaset di Vincent Bolloré. L’Italia deve essere sembrata agli occhi di Macron un campo aperto. Forse sarà proprio lui, il liberista rinnegato, a creare i presupposti per frenare l’avanzata dei suoi connazionali. Basti pensare all’asse Mustrier-Bolloré, che in poche settimane si sono visti stoppare, finalmente, sui fronti Generali e Mediaset. Per non parlare dell’altolà dato da Calenda e Padoan allo stesso Bollorè su Tim. Di fronte a simili prospettive, sono in molti a Parigi che in queste ore stanno lavorando perché il telegenico Macron ricordi le promesse elettorali e spenga i furori. Ma il presidente appare tutt’altro che convinto: pronto a tutto, anche ad andare a sbattere.