Sign in / Join

Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Il M5S senza una via d'uscita, Di Maio sull'orlo di una crisi di nervi

di Arnaldo Capezzuto

La Lega di Matteo Salvini ha nella solida alleanza con Forza Italia e Fratelli d'Italia una possibile via d'uscita all'avventurismo governativo, con il Movimento 5 Stelle. L'altro leader Luigi Di Maio, invece, no. E' solo.

Il giovane leader – se l'esperienza di Palazzo Chigi s'intoppa - è destinato a sbattere contro un muro e non rialzarsi più in groppa alla sella pentastellata.

Il Carroccio è una forza politica strutturata, con una classe dirigente valida, governa regioni da anni, è stata al governo, si è rinnovata, è per definizione popolare, di opposizione e di Palazzo.

E poi nel panorama politico nazionale è la formazione più vecchia, infatti, nasce prima addirittura della fondazione da parte di Silvio Berlusconi di Forza Italia.

Il Movimento 5 Stelle non ha una classe politica, per lo più si tratta di cittadini privi d'esperienza, che si perdono nei corridoi senza riuscire ad entrare nelle stanze ovattate dei palazzi che contano.

Scrostata la propaganda, asciugati i progetti metafisici, raffreddate le sfiammate sotto il vestitino grillino c'è ben poco.

Luigi Di Maio, l'enfant prodige di Pomigliano d'Arco, è avvolto in una foschia narcisa, vive stabilmente in una bolla autoreferenziale, è un acclamato personaggio della Tv, riconosciuto dal pubblico quindi famoso e portatore di un'autorità ma privo di una autorevolezza.

Il M5S a conduzione dimaiana appare debole, indifeso che procede a strappi, frenate e cotraddizioni. Insomma, un disastro.

Dopo il passo di lato di Beppe Grillo e l'incoronazione di Di Maio - a capo politico del Movimento - i pentastellati sono finiti sullo sfondo.

Il giovane leader è onnipèresente, ossessionato dall'apparire, debordante e leggero nell'argomentare e delineare gli scenari della politica. Una voce che con il trascorrere del tempo è diventata un rumore e comincia a disorientare lo stesso ambiente pentastellato.

La giovane età, la supponenza coniugata con un'inesperienza politica e di governo hanno fatto scattare l'allarme rosso nei colonnelli della creatura  fondata da Gianroberto Casaleggio.

Alessandro Di Battista mastica amaro, leader acclamato e osannato, per ora non combatte e guarda da fuori le dinamiche e la politica attiva. Anche se chi lo conosce riferisce di una sofferenza, di un travaglio, di una freddezza nei confronti di Di Maio e addirittura di una voglia di dare visibilità a un pezzo del Movimento. Sarà scissione?

Stessa linea per Roberto Fico, presidente della Camera e punto di riferimento degli ortodossi. L'accordo con la Lega non è un capolavoro politico, anzi.

Il M5S è cresciuto contestando e tirandosi fuori, puntando il dito e promettendo di tutto di più. Adesso il vento cambia, i populisti gialli devono fornire risposte con l'alleato Salvini, contenerlo e arginarlo.

La Lega avanza e gioca il vantaggio di aver umiliato i 5 Stelle nel corso dei tavoli tecnici al Pirellone, mettendoli in imbarazzo e non considerandoli nelle loro teorizzazioni sui massimi sistemi. I soliti.

I grillini sono impantanati, il loro leader è timido, schiavo dei mantra comunicativi, dell'immagine, della performance video, selfie e multimediale vario. Sono i  lumbard il motore del futuro governo, con la loro arte della politica, concretezza, pragmatismo, e strategia annienteranno i pentastellati facendoli implodere sotto lo sguardo compiaciuto di Berlusconi.

Discorsi campati in aria? Sarà forse. Sta di fatto che i sondaggi rilevano un aumento del consenso per la Lega, una ripresa di Forza Italia e una crescita per Fratelli d'Italia mentre il Movimento 5 Stelle avrebbe flussi elettorali in uscita con nome e un cognome: tutti coloro che da sinistra attraverso il M5S hanno puntito il Partito Democratico.

Il ledaer Luigi Di Maio come pensa di arginare il malumore? Come pensa di tenere a bada i suoi parlamentari? Come immagina di costruire attorno al suo essere attore politico, il consenso di una base delusa e rancorosa?

Ecco sono legittime domande che qualcuno nel ventre pentastellato comincia a porsi e pretende delle risposte.

Potrebbe interessarti


Leggi anche