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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Lutto nel giornalismo. Oggi al Vomero i funerali del grande Luigi Necco, cronista di razza

di Arnaldo Capezzuto

Alle 12 si terranno i funerali del giornalista Luigi Necco. Le esequie muoveranno dalla chiesa dei Fiorentini a piazza degli Artisti - quartiere Vomero.

Il volto storico della rai è deceduto ieri mattina all'ospedale Cardarelli dov era ricoverato da metà febbraio per problemi respiratori.

Il popolare giornalista napoletano volto storico di 90’ minuto negli anni degli scudetti del Napoli di Maradona era molto amato dal pubblico.

Avrebbe compiuto 84 anni a maggio, ma è stato stroncato da una grave insufficienza respiratoria.

Luigi Necco era un grande cronista anche per le sue inchieste contro il clan fu gambizzato dalla camorra. Grande appassionato anche di arte e archeologia. Da pioniere lanciò una serie di trasmissioni sulla Rai di divulgazione culturale. Grande successo "L'occhio del Faraone". E poi per tre anni condusse "Mi Manda raitre".

E' apparso in tv nella trasmissione Cose Nostre andata in onda su raiuno il 3 dicembre di due anni fa. Il programma curato da  Emilia Brandi che racconta storie di mafia legate al nostro territorio costruì un ritratto di Luigi Necco che dopo molti anni ritornò per l'occasione allo stadio San Paolo dopo l'epurazione da Novantesimo minuto.

Tutti lo ricordano ai tempi di Diego Armando Maradona con "Milano chiama, Napoli risponde”. Così, Luigi Necco salutava il suo pubblico, quello di 90° Minuto, alla fine dei suoi servizi, nei quali raccontava le partite del Napoli. Ma Necco è stato sopratutto un grande testimone della storia della città, cronista sul campo che ha seguito per decenni l’evoluzione della camorra.

“Noi eravamo gente che tutta la settimana sgobbava a raccontare cronaca, fatti, misfatti, piccole conquiste della cultura o piccole conquiste del vivere civile. E poi la domenica eravamo lì, insieme con tutti gli italiani, a divertirci anche noi, a raccontare la nostra gioia individuale di giornalisti tifosi o tifosi giornalisti”, ricorda il cronista.

La vita di Necco è un percorso scandito da grandi incontri, faccia a faccia con boss come Michele Zaza, Luigi Giuliano, Alfredo Maisto, Umberto Ammaturo, Raffaele Cutolo, i volti sanguinari e violenti della Napoli delle guerre di camorra, che a metà degli anni '80 facevano registrare 200 omicidi all’anno.

E proprio per aver raccontato le collusioni della camorra col potere, Luigi Necco ha subito un attentato nel 1981, quando fu “gambizzato” da un sicario probabilmente come punizione per  aver parlato dei rapporti tra Cutolo e l'allora presidente dell’Avellino Calcio, Antonio Sibilia.

Giornalisticamente era impegnato con una trasmissione di attualità 'L'emigrante' in onda su canale 9 alcune volte comparivano suoi articoli su diverse testate napoletane.