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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Il lumbard Matteo Salvini comincia la marcia lepenista. L'imbarazzo di Berlusconi, la rivolta dei grillini di sinistra

di Arnaldo Capezzuto
Mentre Silvio Berlusconi è in 'missione' a Sofia al pre-congresso del Ppe e al 'tu per tu' con gli altri leader europei, il suo alleato Matteo Salvini, capo della Lega, manda tutto in frantumi.

Il leader del Carroccio, le spara pesante e nel mirino mette proprio la Ue imbarazzando lo stesso Berlusconi e il capo dello Stato , Sergio Mattarealla.

E' un Salvini - in salsa lepenista - che abbandona i lievi toni moderati e carica a testa bassa contro la 'dittatura europea'.

Mentre al tavolo tecnico del Pirellone si limano gli ultimi punti del contratto di governo, Salvini - in stile social pentastellato - parla alla nazione con un video sulla sua bacheca Facebook.

“Provano a fermarci coi soliti ricatti dello Spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee. Stavolta si cambia, più lavoro e meno clandestini, più sicurezza e meno tasse. Ma porto la Lega al governo solo e soltanto se c'è un programma firmato nero su bianco con i tempi, i costi e i modi”.

E poi avverte senza se e senza ma : “Un leghista al Viminale sarebbe una garanzia per rimpatri ed espulsioni”. E assicura: “Trovato punto di incontro su come smontare la legge Fornero”.

Il capo delle giubbe verdi sarebbe disponibile a fare un passo di lato pur di conquistare il Viminale, governare mostrando i muscoli e attuando una nuova politica sull'immigrazione.

Buttare fuori chi non ha diritto a stare nel nostro Paese e sabotare accordi, direttive e regolamenti europei.

Berlusconi agiva da freno sul leader leghista quando dimorava nella coalizione di centrodestra ora, invece, che si avvia al governo con i 5 Stelle, la sua azione è più blanda - visto anche il responso delle urne e il rapporto -.

Masticano amaro i pentastellati, condividono i punti del contratto con i leghisti, ma le uscite di Salvini accentuano e posizionano l'alleanza all'estrema destra.

Insomma, un pezzo importante del Movimento 5 Stelle - quelli con una sensibilità più di sinistra, ortodossi e liberali solidali - innoridiscono di fronte alle bordate del leader del Carroccio. E pensare che è solo l'inizio, figurarsi quando Salvini sarà al timone del Ministero dell'Interno.

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