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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

L'ultimo harakiri di Giorgio Magliocca. Forza Italia rischia l'estinzione in Terra di Lavoro

di Sossio Barra

Continua la distruzione di Forza Italia in Campania. O meglio, in Terra di Lavoro. Il Presidente della Provincia di Caserta, Giorgio Magliocca, gira la testa dall'altra parte e finge di non aver visto. E' di ieri sera la notizia delle dimissioni del coordinatore di Forza Italia a San Cipriano d'Aversa, Silvestro Diana. Andiamo con ordine. Il comunicato dell'ormai ex reggente azzurro appare molto chiaro: "Una politica interna che non piace più neanche agli elettori, viste le sceneggiate, gli atti di forza ed altre situazioni ambigue. E tutto ciò per la semplice paura che la forte ambizione dei giovani amministratori avrebbe rottamato quella che oggigiorno può essere definita la ‘vecchia maestranza’. Resterò comunque sempre radicato a questo territorio dove da anni do il mio piccolo contributo e continuerò su questa strada anche in assenza di cariche istituzionali, perché la passione e l’amore verso una terra è un discorso che non tutti possono capire". Le parole di Diana sono l'ennesimo campanello d'allarme alle scelte effettuate sul piano provinciale ed alle ultime elezioni amministrative. Magliocca, nominato commissario di Forza Italia da Domenico De Siano al posto dell'ex coordinatore Gianpiero Zinzi, ha sostenuto il centrosinistra ad Orta di Atella ed a Trentola Ducenta. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. E' in atto un vero e proprio fuggi fuggi nel centrodestra casertano da parte dei delusi azzurri. Dopo i casi analoghi di Caserta, Trentola Ducenta e Santa Maria Capua Vetere, ecco San Cpiriano. I malumori in terra casertana sono ancora tantissimi e non è escluso che nei prossimi mesi possa continuare la scomparsa azzurra. Nelle scorse settimane Magliocca, insieme a Carlo Sarro, aveva aperto le porte alla fase congressuale del partito. Voleva rilanciarlo, rinnovarlo (forse non ci crede nemmeno lui) ma finora abbiamo assistito all'esatto contrario. Forza Italia sta scomparendo a causa della follia politica delle "mani napoletane" del duo Cesaro - De Siano. Pur di isolare Zinzi, che è il vero leader azzurro nell'hinterland casertano (e sono i tanti amministratori a lui vicini a dimostrarlo), si sta smontando il miracolo forzista degli ultimi anni compiuto dal consigliere regionale casertano. Il concetto è chiaro. L'intero popolo del centrodestra non si rivede in queste scelte senza senso e prende le distanze dal partito seguendo la "linea Zinzi". Il grande elettorato azzurro si domanda ancora, a distanza di mesi, i motivi della mancata candidatura di Zinzi alle Politiche. Una risposta che i vertici regionali non hanno mai saputo offrire alla platea casertana. Il sindaco di Pignataro Maggiore, azzurro di mattina e rosso di sera, rappresenta la sintesi perfetta del terremoto azzurro in provincia. Nemmeno lui ha mai spiegato sul piano politico i motivi del sostegno ai candidati di Campania Libera, e quindi del centrosinistra, a Trentola Ducenta, con Andrea Sagliocco, e ad Orta di Atella, con Andrea Villano, mentre Zinzi, da uomo di centrodestra sosteneva i candidati azzurri. Michele Apicella a Trentola è un palese esempio. Quale sarà la prossima mossa del magico trio? In Terra di Lavoro isolare Zinzi significa svuotare il centrodestra. A questo punto Giorgio Magliocca si trova dinanzi ad un bivio. Continuare nel solco della distruzione di Forza Italia ed ascoltare le sirene napoletane oppure fermarsi, ricucire i rapporti con Zinzi e riconoscergli una centralità che gli hanno già riconosciuto gli elettori caseri.