L'ultima "balla" targata Di Maio-Di Battista. Per chiudere Strasburgo è necessario il voto della Francia

Ieri con Alessandro Di Battista abbiamo percorso di quasi 600 km in macchina per arrivare al Parlamento Europeo di Strasburgo e dire a tutti i cittadini europei che noi quella sede, che ci costa 1 miliardo di euro a legislatura per stare aperta 40 giorni all'anno, la vogliamo chiudere. Uno spreco indicibile che altro non è che una marchetta pagata al governo francese da tutti gli eurocontribuenti. La risposta del ministro francese è stata che loro sono orgogliosi della sede di Strasburgo. E ci credo! Ve la paghiamo noi!". Così Luigi Di Maio su Facebook. "Dice pure che è 'una dichiarazione di guerra alla democrazia' - continua - Allora dovremmo aprire una sede del Parlamento in ogni stato europeo? La democrazia non sono i palazzi. La democrazia sono le persone che partecipano. I cittadini italiani, i cittadini francesi, tutti i cittadini europei vogliono più potere di decisione, più democrazia, più democrazia diretta. Non è con un palazzo miliardario che si risolvono questi problemi. Questi sprechi, voluti da quelli che ci fanno la morale sui centesimi in legge di bilancio, devono essere eliminati e deve partire la stagione del Cambiamento anche in Europa". ? Ma si tratta dell'ennesima balla dei Cinque stelle: i trattati fondativi dell'Unione Europea prevedono che per chiudere una sede è necessario l'unanimità dei voti. Compreso quella Francia. Che ovviamente, Macron, Le Pen o Gillet, non voterebbe mai.