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Luigi Di Maio in visita al suo Liceo, vietato fare domande, critiche e mostrare dissenso

Tra poche ore il vicepremier e ministro Luigi Di Maio tornerà in visita al liceo classico-scientifico 'Imbriani' di Pomigliano d'Arco. Una visita nell'istituto superiore dove tredici anni fa conseguì la maturità, un'uscita dove presenterà l'avvio del reddito di cittadinanza. Il clima è tutt'altro che allegro e disteso.

La direzione della scuola su richiesta del leader del Movimento 5 Stelle ha vietato alle rappresentative interne di avere un confronto con il giovn politico. Insomma, niente domande, critich e polemiche. Vietato il dibattito.

La denuncia nata su facebook e rimbalzata di bacheca in bacheca sta infiammando il web.

"Faccio politica da quando ho messo piede alla scuola superiore, e avrei avuto piacere a confrontarmi con un ragazzo 14 anni più grande di me che è nientedimeno vice presidente del consiglio dei ministri nonché ministro del lavoro e dello sviluppo economico" - scrive Maurizia Di Buono -

"La scuola pubblica dovrebbe essere apartitica e non apolitica, invece mi sembra il contrario. Si favorisce un partito all’interno di una scuolapubblica  (invitare il capo di un movimento politico sotto elezioni europee, insieme al sottosegretario all’istruzione dello stesso partito, per me si definisce favorire) ma non sono consentite contestazioni e nemmeno semplici interventi da parte degli studenti".- continua -

"Ci hanno impedito di esprimerci, altrimenti ne pagheremo le conseguenze, ci abbassano i voti, dicono". E la domanda : "E le libertà degli studenti? Dov’è il diritto di opinione?"

"La nostra sede succursale, che sicuramente non le mostreranno lunedì, non è proprio una scuola in realtà. È un immobile privato per cui la città metropolitana paga 200.000 euro l’anno e nonostante ciò è in condizioni fatiscenti: spesso ci sono infiltrazioni d’acqua, i riscaldamenti sono rotti due giorni su tre, le norme anti incendio non sono tutte rispettate, ma di chi è la colpa se il governo taglia miliardi alla scuola lasciando tutti noi in condizioni sempre più precarie?".

E ancora:  "Gli studenti dei Licei durante le attività alternanza scuola-lavoro; lei che verrà a firmare la proposta di alternanza al MISE forse non sa che molti di noi qui a Pomigliano la facciamo alla Fiat, il grande marchio che licenzia i nostri padri per permettere a noi di essere sfruttati".

"Per fortuna noi studenti a Pomigliano abbiamo la Cittadella scolastica, o meglio dovremmo averla. Forse ne ha sentito parlare. Lei aveva 18 anni quando fu presentato il progetto all’area metropolitana, ma sa, a 14 anni di distanza, ancora non si vede nemmeno un’aula di quel gigantesco progetto. In questi anni stati investiti i milioni e solo poche settimane fa si è dato il via ai lavori, ma dopo tutte le battaglie abbiamo quasi perso le speranze".

di Pier Paolo Milanese

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