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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Lotta contro i siti di informazione italiani: bloccate alcune pagine dopo l'inchiesta di Buzzfeed

Si intensifica la lotta alle fake news e al click baiting. Facebook blocca alcuni siti di news italiani. Di mira è finito il quotidiano Direttanews.it. Nella gerenza il giornale risulta regolarmente iscritto al Tribunale di Velletri, il direttore del quotidiano è Cinzia Zando, giornalista dell'ordine dei pubblicisti del Lazio.

L'inchiesta sui questo tipo di siti di informazione è partita da Buzzfeed.  A quanto pare ha denunciato lo strano tipo di traffico di notizie sugli immigrati.

Per il colosso, che accusa la testata di fare "pseudo-giornalismo", il sito vive di “clickbaiting virale”, “titoli fuorvianti”, “tragici eventi di cronaca” o ancora “retorica islamofoba”. DirettaNews aveva una pagina con circa 3 milioni di like, racconta Buzzfeed, prima che Facebook la chiudesse in queste ore, “più di alcune delle testate più grandi italiane come il Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport”, ma rispetto al Corriere poteva vantare anche più condivisioni dei pezzi pubblicati (circa 5 milioni negli ultimi 12 mesi).

A dispetto di questa enorme viralità in rete, va detto che Direttanews.it ha un traffico medio mensile nell’ultimo anno di circa 1,5 milioni di utenti (tantissimi, ma incredibilmente meno rispetto alle persone raggiunte sui social), mentre il Corriere nello stesso periodo ne conta circa 85 milioni (dati Similarweb). Mentre il secondo tassello della galassia di questi siti raccontati da Buzzfeed e riconducibili all’attività imprenditoriale di Colono, iNews24.it, conta circa 600mila utenti in media negli ultimi 12 mesi, con 1,5 milioni di like alla pagina Facebook, anche questa chiusa dal social network nelle ultime ore, nonostante, come scrive Buzzfeed, abbia prima "certificato" le pagine come autentiche.

Cattiva informazione per Buzzfeed, ma non parla di fake news

L'inchiesta di Buzzfeed non parla mai in modo diretto di fake news. Non sembra infatti un network di Bufale come quello descritto da AGI lo scorso dicembre e che diffondeva appositamente notizie inventate di sana pianta su alcuni alti rappresentanti delle istituzioni italiane.

Leggendo questi siti si possono spulciare notizie di cronaca che richiamano fatti reali, ma caricate nel loro significato in modo retorico, probabilmente poco professionale. C’è difatti, come ha evidenziato l’inchiesta di Buzzfeed, una lettura politica nazionalistica e fortemente anti immigrati in buona parte delle notizie riportate: Di Stefano (Casapound) batte tutti in tv o Erdogan che parla dell’inesistenza di un Islam moderato (ne aveva parlato il network russo RTV), o il ferimento di una vigilessa di Salerno in una rissa tra immigrati (notizia apparsa anche su Repubblica), o ancora le tensioni a Sassari tra migranti e popolazione locale. Da quello che si può verificare consultando le agenzie e i giornali, sono tutte notizie di fatti realmente accaduti (prese da altri giornali, tradotte o riportate) ma con titoli fatti apposta per suscitare indignazione nel lettore.

Ma ci sono anche delle notizie false riprese da altre testate, come il caso del migrante ubriaco che ha aggredito l'infermiera di Rapallo, ma poi si è scoperto che non era un migrante ma un uomo della zona (ma la notizia è ancora online). Non a caso Laura Boldrini, oggetto di uno questi articoli, descrive quella di Buzzfeed come un'inchiesta "Che rivela come milioni di cittadini italiani siano ogni giorno vittima di informazione spazzatura".

Buzzfeed ha inoltre raccontato di un legame del signor Colono con un’associazione cattolica, La Luce di Maria, “la cui missione è quella di diffondere la verità nel mondo”, su politica, religione e società. Un’associazione che non sembra essere collegata però alle sue attività di imprenditore, quanto piuttosto al suo credo religioso. Il sito Lalucedimaria.it ha contenuti palesemente religiosi, in alcuni casi antiscientifici, ma non è una testata giornalistica, né sembra volersi spacciare per tale. Parla di aborto, racconta delle preghiere di Papa Francesco e riporta testimonianze di conversione, non senza nette prese di posizione contro la "cultura gender". Alcuni dei siti di Colono avrebbero condiviso sulle proprie fanpage gli articoli de Lalucedimaria.it, come dimostrano alcuni screenshot. A seguito dell’articolo Facebook ha messo offline anche la pagina del sito ulta cattolico.

Si tratta probabilmente della prima azione di Facebook di ‘pulizia’ delle fanpage, dopo gli allarmi lanciati nelle scorse settimane di possibili ingerenze di fake news nella prossima campagna elettorale. Ma di sicuro la seconda in 10 mesi, dopo il network mix di siti di bufale, fake news e cattiva informazione di Matteo Ricci Mingani.

fonte Agi.it