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Lite con le spranghe, dopo sei mesi acciuffata la babygang

A colpi di spranga così si sono fronteggiate due fazioni contrapposte di adolescenti, tutti di età compresa tra i 14 e i 17 anni, dopo una lite avvenuta in uno stabilimento balneare nello scorso luglio: con l'accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e di porto non giustificato di oggetto atto ad offendere nei confronti di un sedicenne sono finiti in carcere L.D.R. e S.T., due 17enni di Pescara.

Le misure restrittive sono state emesse dal Gip del Tribunale per i Minorenni di L'Aquila, Cecilia Angrisano, su richiesta del pm Roberto Polella, e sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Pescara.

Gli arresti sono maturati a seguito di quanto successo lo scorso 8 luglio quando si era verificata una violenta aggressione ai danni di un sedicenne pescarese che era stato colpito più volte al capo con una spranga di ferro e con calci e pugni da un gruppo di giovani, riportando una duplice ferita al cuoio capelluto, la frattura delle ossa nasali, un trauma alla mano sinistra e contusioni ed escoriazioni multiple.

Le successive indagini hanno permesso di capire come l'aggressione della scorsa estate fosse l'epilogo di una contrapposizione tra due diversi gruppi di adolescenti nata alcuni giorni prima a seguito di una lite per futili motivi scaturita all'interno di uno stabilimento balneare nel corso di una serata danzante.

I poliziotti hanno poi verificato come lo scorso 17 settembre in un pub L.D.R. aggredì a sua volta S.T. per vendetta, causandogli ferite al volto.

Il sedicenne ferito dai due 17enni arrestati, è indagato per il reato di lesioni, e la sua posizione è al vaglio della Procura per i Minorenni di L'Aquila.

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