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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

L'ira di Dario Franceschini contro l'uscita pirotecnica del senatore Renzi

di Arnaldo Capezzuto

 

“E' arrivato nel Pd il tempo di fare chiarezza. Dalle sue dimissioni Renzi si è trasformato in un Signornò, disertando ogni discussione collegiale e smontando quello che il suo partito stava cercando di costruire. Un vero leader rispetta una comunità anche quando non la guida più”.

E' duro, profondo e diretto l'attacco via social di Dario Franceschini, l'ex ministro ai Beni culturali e ex segretario del partito contro l'uscita devastante di Matteo Renzi nel corso della trasmissione 'Che tempo che fa' di Fabio Fazio.

Franceschini non ha per niente gradito e non è il solo, il segretario reggente Maurizio Martina ha nei fatti mollato,  l'entrata a gamba tesa dell'ex segretario dem.

Renzi infischiandosene del momento assembleare, fissato per giovedì 3 maggio, ha stabilito e imposto la linea di una partito che continua paurosamente a sbandare.

L'ex segretario senza se e senza ma ha chiuso qualsiasi spiraglio di trattativa e alleanza con il Movimento 5 Stelle.

Una porta sbattuta in faccia al capo politico dei Pentastellati Luigi di Maio che a stretto giro di posta non solo ha risposto su Fb con tono minaccio ma poi poche ore fa ha diramato un videomessaggio alla nazione chiedendo al leader della Lega Matteo Salvini di andare subito e nuovamente alle urne.

Tra quattro giorni saranno due mesi di trattative serrate, buchi nell'acqua e chiacchiere formato panna montata.

L'Italia non ha un governo e le scadenze nazionali e internazionali sono drammaticamente dietro l'angolo.

C'era chi invocava l'uscita dal tunnel, qui invece sembra che il tunnel sia stato arredato e ci è abituati a viverci dentro.

Da qui la rabbia e la frustrazione di Dario Franceschini, stufo e intollerante ai metodi 'toscani' di Renzi che sembra ormai il padrone assoluto del Partito democratico.

Un furore che più volte ha mandato a sbattere i dem. Le catastrofi recenti dal referendum sulla riforma costituzionale, passando per le amministrative e le elezioni politiche che hanno sancito contrasti, scissioni e la migrazione di metà dell'elettorato del Pd sembrano non aver insegnato nulla al neo senatore.

Una brutta faccenda, un pericolo serio percepito da Franceschini che con il comportamento, atteggiamento di Renzi vede all'orizzonte una possibile catasfrofe politica a sinistra con il rischio concreto di una estinzione del Partito demcratico.

Cosa fare? Ecco è la domanda che in queste ore una parte importante dei dem si sta ponendo. C'è chi come Franceschini continua a tenere un canale diplomatico aperto con i vertici dei 5 Stelle.

Relazioni significative che potrebbero, tornare comode, in caso che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella decidesse di dar vita a un esecutivo istituzionale coinvolgendo tutte le forze politiche presenti in Parlamento per rompere il pericoloso stallo di questi mesi.