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L'industria dei parcheggiatori abusivi, automobilisti ricattati: "Se non paghi ti danneggio la vettura"

di Arnaldo Capezzuto
E' un'industria il parcheggio abusivo a Napoli e in altre città d'Italia. Sicuramente nella capitale del Mezzogiorno il fenomeno è più radicato ed ha una tradizione solida. Ci sono addirittura guardamacchine abusivi che si passano il 'testimone' dell'attività di padre in figlio.
Intere famiglie che negli anni si sono specializzate e ormai sono i padroni di strade, piazze, marciapiedi. Lavoro borderline e non sempre collegato ai clan della camorra oppure ai gruppi criminali emergenti. Anzi in molti casi gli stessi parcheggiatori abusivi in quanto liberi professionisti alla fine della settimana devono versare il pizzo ai 'signori del racket'.
Insomma, anche i parcheggiatori abusivi sono soggetti alla 'tassa della tranquillità'. Un paradosso che non è un vero e proprio paradosso. Certo non tutti pagano l'obolo. Chi non versa la quota deve mettersi a disposizione in altro modo. Accade di dover nascondere un'auto oppure segnalare una particolare vettura e ancora custodire pacchettini e armi.
Non c'è quartiere di Napoli che non sia asseddiata dalla legge dei guardamacchine abusivi. Una piaga che diventa violenza se ci si trova nei luoghi in della città: Lungomare, riviera di Chiaia, centro storico, Vomero e Posillipo.
E proprio al quartiere collinare è scattato un blitz dei carabinieri.

Qui -  secondo le indagini - un gruppo di guardamacchine occupava i posti auto e poi quando arrivavano gli automobilisti chiedevano il pagamento, fino a 5 euro.
Per sei parcheggiatori  è scattato il divieto di dimora nel Comune di Napoli. Il provvedimento, al momento, è stato già notificato a cinque persone. La misura è stata emessa dal Gip del tribunale di Napoli dopo le indagini condotte dai militari dell'Arma.

I parcheggiatori, secondo quanto accertato dagli investigatori, operavano prevalentemente nel quartiere Chiaia. I militari hanno installato delle telecamere per documentarne l'attività: prima l'occupazione dei posti; poi le richieste agli automobilisti costretti a pagare fino a 5 euro.

Il proprietario del veicolo proprio non poteva rifiutarsi di dire 'no'. Il rischio del mancato pagamento, dimostrato dalle immagini, era il danneggiamento delle autovetture.

Come più volte è emerso all'interno delle riunioni Anci, l'associazione nazionale comuni, sembra che il problema della sosta sotto ricatto non riaguarda solo Napoli ma il fenomeno si registra drammaticamente anche il altre città d'Italia.

Un'industria a Napoli se si pensa che ammonterebbero a circa 500 le aree di parcheggio abusivo e oltre un migliaio sarebbe i parcheggiatori censiti (800 solo a Napoli), con un guadagno medio di circa 1800/2000 euro mensili a testa e tra i 6 e gli 11 milioni di euro all’anno di mancati introiti dalla sosta legale.

I dati arrivano dalla mappa online, non ufficiale, dei gestori illegali della sosta. L’ha realizzata, a partire dal 2011, un collettivo che per gli aggiornamenti continui si affida alle segnalazioni dei cittadini, raccolte con un apposito indirizzo e-mail (parcheggioabusivo@yahoo.it).

Il documento, illustra e spiega il fenomeno e denuncia come perfino chi ha il permesso come residente oppure ha appena ritirato lo scontrino per la sosta è sottopposto al racket dell’abusivo di turno.

In particolare il fenomeno diventa drammatico davanti agli ospedali che sono letterlamente presidiati dai parcheggiatori, - si legge nella descrizione sul servizio di Google, - Fuorigrotta in occasione delle partite si trasforma nel più grande parcheggio abusivo d’Europa.

I parcheggiatori più radicati sono quelli di piazzetta Scacchi, - zona archivio di Stato - e piazza Mercato dove i residenti sono costretti a pagare un 'abbonamento mensile.