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L'esperto Latella: "Ecco i 3 motivi che spingono i giovani a bullizzare un insegnante"

di Pietro Di Marco

"Gli insegnanti sono penalizzati anche per i loro stipendi. In questo Paese se non guadagni tanto non sei nessuno. Anche se hai delle responsabilità". A parlare per il Il24.it è Paolo Latella, sindacalista Unicobas, insegnante di informatica in un Istituto di Milano.

Dottore perché, secondo lei succedono questi fenomeni di bullismo nei confronti di chi dovrebbe pensare all'istruzione dei ragazzi? 

Le questioni fondamentali sono tre: è vero che noi siamo pubblici ufficiali durante il nostro servizio, ma non siamo difesi dlal'avvocatura dello Stato contrariamente ai dirigenti scolastici. Poi c'è da dire che un aspetto riguarda anche quello salariale. C'è un decreto di 23 anni fa, il 29/93 che prevede il blocco degli stipendi sotto l'inflazione programmata quando non era al 2%. Ciò vuol dire che se paghi un insegnante per le responsabilità che ha, non vale nulla. La professionalità è data anche dalla paga: non sei importante. Il terzo riguarda lo scompenso sociale. Le famiglie non lavorano, vivono in situazioni di stress e tutto ricade sui giovani che non vengono seguiti. Puoi fare un percorso, con dei progetti con i ragazzi con problemi, ma poi se quest'ultimo peggiora, con comportamenti violenti che si deve fare? Si deve chiamare la polizia, le autorità.

Mi scusi ma quindi un insegnante che deve fare? 

Guardi deve attenersi a quelle che sono le regole: una volta subito un torto, bisogna andare dal dirigente scolastico che poi dovrebbe chiamare le forze dell'ordine denunciando l'oltraggio al pubblico ufficiale con tutti i relativi risvolti. Questo passaggio è fondamentale perché dà il rispetto dei ruoli.

Dovrebbe?

A questo tipo di procedimento un dirigente si può opporre. A volte loro hanno paura di creare un caso. Lanciare cioè un messaggio negativo sul territorio e perdere gli iscritti. Non si procede nei confronti di questi ragazzi e chi commette un atto di bullismo invece di essere condannato viene trattato da eroe. I dirigenti non si devono lanciare in progetti  ma tutelare gli insegnanti.

Quindi? Come si dovrebbe procedere?

Le soluzioni ci sono ma non si vogliono prendere. Nel caso di Lucca, il giovane doveva essere cacciato e poi allontanato dalla scuola pubblica. Bisogna lanciare dei messaggi. Bisogna spaventare. Bisogna bocciare

Quindi basta la bocciatura? 

No. Deve essere un primo passo. Ma non basta. Si deve intervenire sia nei confronti dell'insegnante, proteggendolo, che del giovane bullo. Non bastano poi le scuse. Si deve denunciare, espellere. Trovare soluzioni dure.

Secondo lei un poliziotto in ogni istituto basta? 

No, queste cose non servono. Sono drastiche. Si deve denunciare. In quella classe il giovane va tolto. Bisogna che vadano in una casa famiglia, comincino un percorso. E' vero che noi insegnanti abbiamo a volte paura. però bisogna anche ribellarsi.