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Legge elettorale, collegi cambia tutto: le modifiche in Campania

Nove circoscrizioni della Camera e tre del Senato, così come disegnate da uno degli ultimi decreti legislativi firmati dal Governo Gentiloni in attuazione del Rosatellum bis, potrebbero cambiare. Ieri sera il relatore Pd in commissione Affari costituzionali alla Camera, Emanuele Fiano, ha consegnato alla segreteria la bozza di parere del decreto che rivede la geografia dei collegi elettorali, in vista delle elezioni politiche del 2018. Il documento consegnato ieri, che sarà discusso oggi e votato nella giornata di domani dai deputati della commissione, ritocca in maniera consistente il testo proposto dalla commissione di esperti guidata dal presidente dell'Istat, Giorgio Alleva. Alleva, durante un'audizione in commissione, ha spiegato che nel riscrivere la 'mappa' dei 232 collegi uninominali e 63 plurinominali alla Camera, 116 uninominali e 34 plurinominali al Senato sono stati rispettati "i principi e i criteri della delega: i collegi che combaciavano come quelli del Senato del 1993 sono stati confermati e in casi di coincidenza è stato rispettato il criterio demografico con interventi minimi, tenendo conto delle caratteristiche socio-economiche e storico-culturali" ed è stato tenuto conto che "ci fosse compattezza nei collegi con prossimità reciproca della popolazione". "La continuità territoriale, quindi, è stata assicurata garantendo un perimetro in comune", ha precisato Alleva. I rilievi sul testo approvato in Parlamento sono stati mossi da Pd, Ap e Mdp, mentre hanno deciso di non presentare proposte di modifica il Movimento 5 stelle, Lega Nord e Forza Italia.  Tra le modifiche più rilevanti chieste dal relatore Fiano c'è quella che riguarda la "salvaguardia" della città metropolitana di Firenze, che tradotto sta a significare che il passaggio della città di Rignano sull'Arno dal collegio di Livorno a quello di Firenze. Un ritocco che dovrebbe portare lo spostamento di un collegio per la città del segretario del Pd ed ex premier Matteo Renzi. Ed è proprio la Toscana quella che potrebbe vedere maggiori cambiamenti. Il Pd chiede di rivedere 11 collegi su 14 uninominali. Anche l'Umbria potrebbe non essere da meno con spostamenti di casella per i comuni di Scheggino, Sant'Anatolia di Narco, Vallo di Nera, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo e Cascia che potrebbero passare da Terni al collegio di Foligno. E ancora: altri ritocchi arriveranno per le Marche, Lazio 2, Sicilia, Campania, Abruzzo. Per quest'ultimo, probabilmente, un comune della provincia di Teramo, spostato inizialmente in quella di Pescara, tornerà al collegio di Teramo. Mentre in Campania il comune di Fisciano potrebbe essere ripristinato sotto Salerno. Infine, diversi ritocchi potrebbero arrivare anche per la Basilicata, per "valorizzare", si legge nel parere, "l'omogeneità geografica e storico culturale delle aree