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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Le sette vite e oltre di Silvio Berlusconi, pronto a far implodere il M5S

di Arnaldo Capezzuto

Silvio Berlusconi è morto politicamente. Ormai il suo tempo è finito. Appartiene all'era preistorica. Forza Italia è un partito che corre verso l'estinzione.

Le ciuccivettole sono anni che raccotano la fine dell'ex cavaliere. Annientato giudiziariamente, pregiudicato e con una serie di processi ancora in corso è tornato più forte di prima. Se i gatti hanno sette vita, Berlusconi ne ha almeno il doppio. Ne sa qualcosa Alessandro Sallustri, direttore de 'il Giornale' che spesso ironicamente ma forse non tanto dice : “Quando morità fisicamente Silvio Berlusconi occorre aspettare almeno tre giorni”.

Grazie al suo pollice all'insù ha tolto d'impaccio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e avviato il decollo della XVIII Legislatura.

Il neo governo giallo-verde con la dote di un contratto da realizzare appare debole o quanto meno legato alla volontà proprio dell'ex premier.

La striminzita maggioranza in parlamento, specialmente al Senato, indubbiamento mette nelle mani di Berlusconi il potere di staccare la spina quando vuole. L'ex cavaliere per ora è fermo e rimurgina. Vuole togliersi gli schiaffi di faccia.

A lui che ha portato nella politica la fisicità, il narcisismo, l'ego come azione percepita da popolo proprio non perdona al 'nuovo che avanza', la pregiudiziale violenta dell'esclusione della sua persona. Nel mirino è finito il massimalismo di Luigi Di Maio, il capo del Movimento 5 Stelle. L'ex premier si è visto umiliato, non rispettato, violentato.

Trama una vendetta da servire fredda. E con pazienza è scomparso e costruisce una sua ragnatela. Per ora nella composizione del governo pare che il delicato dicastero dello Sviluppo economico che ha nelle sue prerogative anche il settore della comunicazione – tanto cara a Berlusconi – resterà saldamente nelle mani della Lega come il tema del conflitto d'interesse comincia a diluirsi.

Berlusconi sa che deve stare in silenzio, mettere in sicurezza le aziende di famiglia e rinvestire su Forza Italia, un partito che ha ancora spazio e consenso nel Paese.

Far crescere gli azzurri, rifondarli, riorganizzarli forse intervenendo anche sullo stesso simbolo è prioritario non solo per contrastare la probabile implosione dei 5 Stelle ma per controbilanciare il potere in crescita della Lega di Matteo Salvini.

Insomma, con il semaforo verde del Tribunale di sorveglianza restituisce a Silvio Berlusconi, una insperata agibilità politica. Il leader si prepara a lanciare una nuova campagna di marketing e c'è chi giura che cambierà anche la programmazione delle sue televisioni: trasmissioni più moderate, meno tv spazzatura, si guarderà più al moderatismo per rinsaldare un sentimento d'unità che manca in questo momento al Paese.

Forza Italia vuole riprendersi il centro, il voto dei cattolici, il consenso di chi vive un travaglio e non s'identifica con il 'nuovo che avanza' il più delle volte inesperto e spinto da un rancore vendicativo.