Le amnesie di Luigi Di Maio e il bagno in piscina nel manufatto abusivo

Un bugiardo incallito. Così appare il vicepremier Luigi Di Maio nella terza puntata dell'inchiesta della trasmissione de Le Iene in onda su Italiano.

Al centro dell'attenzione di Filippo Roma c'è sempre le costruzioni abusive dei terreni di Mariglianella di proprietà di Antonio Di Maio e di Giovanna Di Maio,rispettivamente papà e zia del leader del Movimento 5 Stelle.

Il giovane statista di Pomigliano d'Arco finge di non sapere e continua nella sua strategia di addossare le colpe al genitore.

Le bugie hanno le gambe corte e alla fine escono fuori. Se Luigi Di Maio dice che i manufatti sono quelli diroccati e antichi e se dalle ricognizioni dall'alto si vedono colori e strutture diverse queste sono dovute a ristrutturazioni.

La palla è smascherata grazie al recupero da parte delle Iene di una serie di foto estive in cui il futuro vicepremier trascorreva insieme agli amici le giornate proprio a Mariglianella.

E' in ammollo in una piscina mobile, in cucina a preparare il pranzo, sul terrazzo all'ombra dei manufatti a mangiare. Foto che svelano come Luigi Di Maio racconti frottole con una certa disinvoltura.

Insomma, nella terza puntata dell’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti sull’azienda di famiglia di Di Maio si documenta come i fabbricati abusivi, una stalla che si trasforma in villa con piscina (anche se il vicepremier non se lo ricorda) e smascherato il grande dubbio su chi realmente conduce l’impresa di famiglia senza comparire.

Nel servizio si vedono in esclusiva le immagini delle proprietà del padre di Luigi Di Maio, Antonio: terreni e costruzioni a Mariglianella (Napoli). Parte di queste proprietà sono state sequestrate due giorni fa e la Procura di Nola sta indagando per abusi edilizi e violazioni ambientali.

Mostrati a Di Maio i quattro fabbricati abusivi, non solo, lui stesso, avrebbe dato una mano nella logistica nei terreni sequestrati.

A raccontarlo è Mimmo, che ha fatto causa all'azienda di famiglia per essere stato impiegato in nero e fatto ricorso in Appello nel 2016 quando Luigi Di Maio era già nell'assetto proprietario dell'azienda.

Colpisce in particolare una bella casetta con patio e piscina che mostriamo al ministro. Lì secondo i suoi ricordi ci sarebbe stata una stalla,  dice. In una foto del 2013 si vede però Di Maio che si fa un bel bagno in quella stessa piscina con fabbricato abusivo alle sue spalle ben in evidenza. E, in altre, gran feste in quel patio. Non se ne ricorda più ministro?

C’è però un’altra domanda che dobbiamo fare per forza: perché papà Antonio Di Maio non compare mai dal 2006 nell’assetto proprietario dell’azienda, né come socio né come amministratore? Non è che mamma Paolina e poi Luigi Di Maio e la sorella Rosalba sono, ai sensi della legge, dei prestanome?

di Arnaldo Capezzuto