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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

L'autunno caldo in Parlamento. Forza Italia chiede la modifica alla legge elettorale. Renzi scappa

(pana)

Con la riapertura del Parlamento, dopo la pausa estiva, riparte la trattativa sulla legge elettorale. Si ricomincia da due punti fermi: lo strappo sul tedeschellum (Pd e M5S affossarono il testo alla prima votazione) e la ricerca di un’intesa complicata. C’è l’appello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a uniformare i sistemi elettorali per il voto delle Politiche a cui rispondere: i partiti ci riprovano. Oggi alle 12 in commissione Affari costituzionali ripartirà l'iter della riforma elettorale L'ufficio di presidenza, di inizio agosto, ha indicato il 12 settembre come data per la presentazione di un nuovo testo base. Rispettare il nuovo termine però sembra molto difficile. Sulla riforma ufficialmente, ma anche ufficiosamente, non si è mosso nulla durante il periodo estivo. Nulla si è mosso è vero ma c’è un novità politica di non poco conto rispetto alla fase pre-vacanze: il leader della Lega Nord ha aperto all’ipotesi di un sistema elettorale maggioritario. Una riedizione del Mattarellum che avrebbe trovato nella minoranza Pd guidata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando il primo via libera: Come minoranza abbiamo sempre detto che non dobbiamo rassegnarci a votare con questa legge. Nel centrodestra si registrano aperture per introdurre elementi di maggioritario che non dobbiamo lasciare cadere. Non si può dire che se non ci stanno tutti non si fa niente, perché alcuni hanno interesse alla frammentazione e all'ingovernabilità, mentre noi dobbiamo garantire stabilità senza ritornare alla prima Repubblica. Abbiamo fatto a meno meno dell'unanimità su molte altre questioni, non ci possiamo fermare proprio stavolta se non c'è il 100 per 100 dei consensi. E l'interesse di Salvini verso il Mattarellum rappresenta una novità interessante"dichiara il Guardasigilli al'Corriere della Sera'. In casa Pd, Matteo Renzi preferisce non intervenire nel dibattito sulla legge elettorale, affidando a Matteo Richetti, portavoce del Partito, una dichiarazione di facciata: “Chi è disponibile a un accordo lo è prima durante e dopo. Questo accordo è stato superato da una proposta di emendamento votata da M5s e Forza Italia. Se chi non ha rispettato gli accordi, si ravvede, noi ci stiamo”. Un’apertura giudicata ancora troppo timida da Forza Italia: “Noi siamo intenzionati a ripartire da dove avevamo lasciato, cioe' dal 'modello tedesco', testo che insieme a Partito democratico, Movimento 5 stelle e Lega avevamo approvato a giugno, e che era poi arrivato in Aula a Montecitorio"commenta il capogruppo di FI Renato Brunetta, parlando con i giornalisti a Montecitorio. "Ripartiamo dal 'tedesco', modello che trasforma i voti in seggi, siamo disponibili - aggiunge il capogruppo FI alla Camera - a valutare possibili premi di maggioranza, alla coalizione o alla lista. Ci sembrava che anche la Lega e Fratelli d'Italia fossero d'accordo in questo percorso e dunque per tutto il mese di luglio abbiamo lavorato per avere una proposta". "Oggi - conclude - verificheremo lo stato dell'arte, e soprattutto verificheremo cosa vorra' fare il Pd di Renzi, che insieme al Movimento 5 stelle e alla Lega, lo sottolineo, aveva approvato il 'modello tedesco' con noi in Commissione. Vedremo se hanno cambiato idea. Per quanto ci riguarda, noi come Forza Italia e penso anche tutto il centrodestra unito, vogliamo seguire i tempi stabiliti: 12 settembre testo base in Commissione e entro fine mese in Aula alla Camera".