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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

L'abiura del Movimento 5 Stelle, il Pd può essere un possibile alleato. Solo un mese fa, i dem erano il male assoluto

di Arnaldo Capezzuto

Cambiare le carte in tavola. Sotterrare l'ascia di guerra. Addirittura ammettere pubblicamente che il lavoro di alcuni ministri del Pd nel Governo di Paolo Gentiloni è stato eccellente.

Cosa accade nel Movimento 5 Stelle? Se fino a qualche mese fa il Partito Democratico dopo Forza Italia era il nemico numero due, ora improvvisamente il quartier generale grillino lancia inequivocabili segnali di pace rivolti ai dem.

Pragmatismo e disperazione. Le possibili convergenze con il centrodestra diventano sempre più complesse e difficoltose. Allora i pentastellati - anche per tenere a bada le preoccupanti spinte centrifughe e centripete interne - hanno avviato una trattativa serrata con gli elementi di collegamento del Partito Democratico.

Se dovesse fallire il lavoro di Elisabetta Casellati, la strada sarebbe una sola: Chiudere la pratica centrodestra e avviare una trattativa con il Pd.

Il capogruppo al Senato del Movimento Cinque Stelle, Danilo Toninelli, oggi apre ufficialmente ai dem: “Proponiamo al Pd di sederci al tavolo per scrivere un contratto di governo. Spero che i dem facciano un passo avanti, credo che i veti diventeranno qualcosa di diverso”.

E' cominciata ufficialmente l'abiura. Il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio comincia a rimangiarsi tutto. Se per quasi 5 anni ha inneggiato ad una sorta di odio politico verso gli esponenti del Pd - si pensi alla violenza verbale della consigliera Valeria Ciarambino in Campania  contro il presidente Vincenzo De Luca - addirittura caricaturandoli oppure marchiando addirittura il volto di chi veniva colpito da provvedimenti giudiziari.

Ora sembra che il clima politico sia decisamente cambiato. Chiamala coerenza, se vuoi. Le onde sono alte, il mare è in tempesta e a bordo della nave manca un timoniere.

E allora come nulla fosse è cominciato il corteggiamento al Partito Democratico. E pensare che fino a pochi giorni prima della campagna elettorale i vertici dei 5 Stelle si esprimevano con toni - usando un eufemismo - accesi proprio contro il Pd.

Ecco una veloce carrellata dello style politico dei pentastellati.

Di Maio e Di Battista hanno chiesto al Pd di "aprirsi" al governo. Questo è ciò che invece hanno detto al Pd fino a sabato 3 marzo.

Di Maio: "Il Pd è impresentabile per sua stessa natura" (19 febbraio 2018); "Più farete crescere il Movimento e più l'inciucio non si potrà fare" (10 febbraio 2018); "Renzi è il capo degli impresentabilI" (24 febbraio 2018); "Il Pd è un ex partito" (16 febbraio 2018);

"Impresentabili che hanno preso soldi da Buzzi e da Mafia capitale per le elezioni" (4 febbraio 2018); "De Luca jr è uno degli assassini politici della mia gente. L'inquinamento nella terra dei fuochi esiste per colpa dei politici del Pd e di FI che fanno affari con la criminalità organizzata" (17 febbraio 2018);

"Il Pd? Escludo categoricamente qualsiasi alleanza. Spero di avere i voti per ignorarli" (2 febbraio 2018); "Il Pd è al centro di uno scandalo che coinvolge la gestione dei rifiuti e presunte tangenti prese dal figlio di De Luca, Roberto" (17 febbraio 2018);

Di Battista:  "Il Pd è un punto di riferimento del crimine" (5 febbraio 2018); "Il Pd è una banca, e come alcune banche gestisce in modo torbido i nostri soldi e piazza prodotti tossici come il Jobs Act e queste riforme costituzionali" (28 ottobre 2016);

"Il Pd ha massacrato i lavoratori forse peggio di come lo abbia fatto la destra" (20 febbraio 2018); "L'Alto-Adige non è una discarica di rifiuti politici" (10 febbraio 2018);

"O il M5S avrà tantissimi voti e riceverà l'incarico dal presidente della Repubblica o ci sarà un mega inciucio peggiore del 2013 che vedrà insieme D'Alema, il Pd derenzizzato, Forza Italia e la Lega con Maroni" (21 febbraio 2018);

"Il Pd? Lo detestano tutti" (24 febbraio 2018); "Renzi è credibile come un mafioso" (10 maggio 2016); "Il bugiardello toscano ormai è politicamente morto, ucciso dalle sue stesse menzogne" (28 febbraio 2018).

Cosa aggiungere? La caduta delle ideologie c'entra poco o niente. Qui mancano proprio i fondamentali e più che altro una parola antica : “Coerenza e onestà intellettuale”.