L'abbraccio di Napoli al grande Luigi Necco

di Arnaldo Capezzuto

Commozione, lacrime e tanta emozione nell'affollatissima chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, in piazza degli Artisti, per l'ultimo saluto al giornalista Luigi Necco, 83 anni, scomparso, ieri mattina, dopo le complicazioni di un intervento chirurgico all'ospedale Cardarelli.

Oggi è Napoli che ha abbracciato il suo giornalista. C'erano il sindaco Luigi de Magistris, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca con i gonfaloni, l'intera redazione del 'suo' Tgr Campania, e anche un suo figlioccio Sandro Ruotolo, il presidente dell'ordine dei Giornalisti Ottavio Lucarelli, tanti colleghi e amici  di una vita come Matteo Cosenza ma soprattutto la sua amata Napoli popolare.

"Abbiamo sentito subito il calore della città, siamo orgogliosi, anche papà lo era". Lo ha detto Alessandra, la figlia di Luigi Necco prima che cominciasse la celebrazione officiata dal teologo don Gennaro Matino e dal parroco don Lello Sogno.

Non è mancata la ressa e la confusione che ha fatto ammonire dall'altare il parroco : "Oggi qui c'è il suo rumoroso carattere però facciamo che questa funzione cristiana non si trasformi in un set". E nel corso della celebrazione sono state spese parole importanti per Luigi Necco, nato nel cuore del rione Sanità, con altri sette fratelli e sorelle e con caparbietà e pochi mezzi è riuscito ad emergere e affermarsi diventando un cronista di strada che ha raccontato vicende e drammi della nostra città.

Il suo è stato puro talento. E questa sua disarmate semplicità ha conquistato il pubblico e la gente . "Un uomo che ha il volto di Napoli nella sua generosità, semplicità e correttezza della comunicazione era il valore più profondo - spiega don Matino -  Un uomo curioso e dalle profonde contraddizioni che con onestà e coerenza ha fatto del suo lavoro la sua vita e viceversa".

"Il probelma non è morire ma vivere - continua il teologo - lui ci lancia dalla bara questa notizia rumorosa  si può vivere tutta la vita da morto chiudendosi agli altri ma si può sconfiggere la morte vivendo da vivo. Luigi ha vissuto una vita piena e ci ha donato il racconto delle notizie, dell'informazione per far crescere una comunità".

"Luigi era, anzi è l'uomo delle straordinarie contraddizioni: sapeva passare dall'entusiasmo alla tristezza che celava con il suo fare giocoso. Ha vissuto la sua vita e non si è mai risparmiato. Del suo lavoro ha fatto la sua vita e viceversa". Il discorso di don Gennaro Matino, è stata salutato con un applauso dai tantissimi presenti in chiesa.

A dare l'ultimo saluto anche l'ex giocatore e bandiera del Napoli, Canè, e l'ex presidente del Calcio Napoli, Corrado Ferlaino.

"La scomparsa di Luigi Necco rappresenta una grave perdita non solo per il mondo del calcio, ma per l'intera società civile. Ricordo, io inviato de Il Mattino, le cronache puntuali sul terremoto che colpi' nel 1980 l'Irpinia e la Basilicata e il grande senso di altruismo che Luigi dimostrò in quella terribile tragedia. Non solo. Per un breve periodo ci uni' anche la passione per il calcio quando Napoli ed Avellino si contendevano lo scudetto in serie B". E' il ricordo di Gianni Festa, ex presidente del Corecom Campania e attuale direttore del Quotidiano del Sud Campania.

"La città ha perso un grande napoletano" , lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, particolarmente commosso, ha espresso il suo cordoglio al termine dei funerali di Luigi Necco. Applausi, una sciarpa azzurra e, infine, il grido "Napoli chiama, Luigi risponde" - una rivisitazione del motto che Necco coniò per 90/o minuto - hanno accolto la bara all'uscita dalla chiesa dove diverse centinaia di persone si sono riversate per dare un ultimo saluto al giornalista, particolarmente amato in città.

L'unica nota negativa, nessun rappresentante della società calcio Napoli ha partecipato ai funerali di Luigi Necco, eppure il giornalista forse meritava un piccolo omaggio per aver raccontato le imprese della squadra azzurra nella trasmissione 90° minuto.