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La senatrice Nugnes, spara a zero contro la decisione delle consultazioni on line per il 'caso Diciotti'

Manca davvero poco alla rottura finale. Questa è la sensazione. A poco meno di 48 ore al via della consultazione on line attraverso la piattaforma  Rousseau, per la vicenda Diciotti e l'autorizzazione a procedere per il ministro Matteo Salvini, tira un vento di burrasca dalle parti del Movimento 5 Stelle.

A picconare nuovamente, ci pensa la senatrice pentastellata, dissidente Paolo Nugnes.

Questa volta per lanciare il sasso, sceglie il suo blog sul quotidiano 'Huffingtonpost' diretto da Lucia Annunziata.

La senatrice ortodossa va subito al cuore del problema : "Si parla tanto di democrazia partecipata, di democrazia diretta, di democrazia liquida, ma poi nessuno o pochi si pongono davvero il problema di cosa davvero sia e delle modalità con cui questa democrazia, rivoluzionaria rispetto alla sola democrazia rappresentativa, si debba attuare".

In pratica, la parlamentare grillina con il suo intervento dal titolo : "Referendum e consultazioni online: questa non è democrazia partecipata" mette nel mirino la degenerazione di un modus operandi che non corrisponde per niente a una democrazia dal basso.

L'analisi è larga e parte dall'analisi dei modelli di democrazia diretta e il riferimento è alla discussione in Parlamento dell'ipotesi di riforma dello strumento. Ma è chiaro che si parla del referendum ma soprattutto per volgere lo sguardo a ciò che tra 48 ore avverrà nel pianeta a 5 Stelle.

E la Nugnes, infatti, scrive: "È indispensabile per la vera partecipazione, dopo aver ottenuto l'accesso di tutti a tutte le informazioni, una congrua fase di discussione per la elaborazione delle idee e delle proposte. Questo può avvenire anche dividendo i soggetti in tavoli di discussione virtuali cui dare un tempo congruo per giungere alla definizione di una o più proposte".

Interpretando e apllicando il suo pensiero nel Movimento 5 Stelle, lunedì gli iscritti o meglio solo quelli selezionati e che hanno accesso alla piattaforma Rousseau, esprimeranno un loro voto al quesito su Salvini senza essere sufficientemente informati e più che altro senza alcun lavoro di vero approfondimento.

Una scelta voluta e imposta dai vertici dei 5 Stelle per lavarsi le mani e contenere le eventuale coda polemica.

E in conlusione, la senatrice conclude sibillina : "Poi ci sono le consultazioni on line, le cd ratifiche, i sondaggi, che pure hanno un loro valore, statistico, si intende, ma che sono lontani anni luce dalla cosiddetta democrazia partecipata, orizzontale e liquida che dir si voglia".

di Pier Paolo Milanese

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