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La scuola (e lo Stato) dimentica gli over 35. Bussetti: "Assumeremo solo fino a 30 anni"

La scuola (e lo Stato) dimentica gli over 35. Bussetti: "Assumeremo solo fino a 30 anni"

Pare che la scuola e lo Stato abbiano dimenticato gli over 35 che non hanno ancora un lavoro. La cosa non si spiega perchè sono proprio loro quelli ad aver più bisogna, in quanto si presuppone che chi ha più di 35 anni abbia già una famiglia, magari dei figli, un affitto o peggio un mutuo da pagare. E se è rimasto senza lavoro o se sta aspettando il contratto a tempo indeterminato perchè non preferirlo a chi invece magari tutti queste spese non le ha? Ma probabilmente i nuovi ministri no la pensano allo stesso modo, diminuendo le tasse solo per le assunzioni degli under 35 e addirittura dichiarando di voler assumere solo giovani fino ai 30.

"Basta con gli insegnanti “anta”: la scuola ha bisogno di docenti under 30". È questo il motto del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che infatti sta stravolgendo il reclutamento che il Pd aveva approvato nel 2015 con la Buona Scuola e i decreti legislativi a seguire.

Di ruolo il prima possibile

“Vorrei avviare nuove procedure di reclutamento degli insegnanti: non possiamo permetterci di avere docenti che diventino di ruolo dopo i 30 anni”, ha spiegato detto il responsabile del Miur ospite della videochat di Skuola.net.

In effetti, l’età media dei nostri insegnanti ha raggiunto livelli record: due su tre hanno ormai oltre 50 anni.

In mezzo alla notizia

Va anche detto, però, che nelle liste di attesa vi sono decine di migliaia di precari, anche abilitati, che i 30 anni li hanno superati da un pezzo.

Il nuovo reclutamento

Il progetto di rinnovamento di Bussetti ha già trovato spazio nella proposta di legge di bilancio 2019 ora all’esame del Parlamento: via il percorso FIT, “formazione iniziale e tirocinio”, che era previsto di durata triennale.

Per fare il docente bisognerà passare necessariamente il concorso ordinario, al quale saranno ammessi i laureati con piano di studio idoneo all’insegnamento che hanno conseguito 24 crediti formativi in discipline antropo-psico-pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.

E l’immissione in ruolo arriverà dopo un anno di formazione e prova, ripetibile una sola volta.

I concorsi verranno svolti a livello regionale, con gli idonei-abilitati che avranno due anni di tempo per essere immessi in ruolo sui posti messi a concorso una sola classe di concorso per ordine di scuola più il sostegno.

I vincitori del concorso saranno assegnati ad una scuola in cui devono mantenere l’obbligo di permanenza per cinque anni (compreso l’anno di prova).

“È la didattica che deve cambiare”

Come insegneranno i nuovi docenti? Di sicuro, ha spiegato il ministro, “non bisogna confondere la didattica con la metodologia”, perché è “la didattica deve cambiare”.

“Le novità nasceranno attraverso la sperimentazione e una didattica educativa che gli insegnanti già in molti casi adottano, le classi di oggi non sono più quelle di 30 anni fa. L’insegnante non lavora più da solo ma in team, famiglia compresa. Il sistema scuola non può essere autoreferenziale”.

 

E voi che ne pensate? Aspettiamo i vostri commenti