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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

La Procura indaga sui conti della Lega, ma la finanza ferma i cronisti

di Arnaldo Capezzuto

C'è un blitz della Finanza. L'inchiesta riguarda la Lega e il denaro scomparso dalla casse del Carroccio.

E' la Procura di Genova che ci vuole vedere chiaro. Strane operazioni esterne, fondazioni, società satellite, insomma, la parola trasparenza è stata bandita.

E' il nuovo corso affidato al leader in ascesa Matteo Salvini. La notizia alle prime ore del mattino fa il giro delle redazioni, alcuni accertamenti si concetrano su alcune fondazioni con sede a Bolzoano.

'La Stampa' di Torino insieme ad altri giornali inviano come è giusto che sia i cronisti. Occorre documentare con rigorosità e attenzione.

Accade qualcosa di grave, i militari della Finanza bloccano i giornalisti e li identificano. Non si capisce a che titolo, non si compre il perchè, non si intuisce la motivazione.

L'episodio non si ferma qui. Trascorre qualche ora e i tre cronisti identificati precedentemente mentre esercitavano il diritto-dovere d'informare sancito e difeso dall'articolo 21 della costituzione vengono convocati in Caserma.

Un comportamento inusuale da parte delle forze dell'ordine, una forzatura inaccetabile. I tre giornalisti restano negli uffici della finanza per ben tre ore dove vengono sottoposti a domande che equivalgono a un vero e proprio interrogatorio su alcuni articoli pubblicati oggi sulle testate.

In serata il Cdr, comitato di redazione, de La Stampa in un documento esprime "la solidarietà al suo inviato e ai giornalisti coinvolti, condanna il comportamento intimidatorio messo in atto e la scelta 'muscolare, peraltro immotivata ed eccessiva nelle modalità".

E qualcuno già pensa e sospetta che non è casuale l'atteggimaneto delle forze dell'ordine con i cronisti, insomma, l'inchiesta - molto seria - tocca da vicino il ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

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