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LA PRIMA SPALLATA. Studenti in piazza contro il Governo. Bruciati i manichini di Salvini e Di Maio

 

La prima vera spallata al governo arriva dalla Piazza. Ma non dalla piazza del Pd. In tutte le principali piazze italiane, Roma, Milano, Torino, Napoli, sono scesi gli studenti: di 70.000  per rivendicare un'altra idea di scuola e università e per chiedere risposte. Appunto, risposte da parte dei due leader, Matteo Salvini e Luigi di Maio, visti fino a poche settimane fa come eroi. E oggi bruciati (i manichini) nelle piazze italiane.  Cori offensivi contro il governo e imbrattato di vernice rossa le foto dei vicepremier. “Oggi siamo in piazza perché subiamo l'ingiustizia quotidiana di costi economici insostenibili per studiare. La manovra finanziaria annunciata dal Governo non prevede maggiori risorse per il diritto allo studio né per la qualità della formazione o per la ricerca. Mancano risorse e provvedimenti concreti per contrastare la precarietà nel mercato del lavoro."  spiega uno dei leader della rete studentesca Cossu. - "Da Nord a Sud, saremo in stato di agitazione permanente nelle scuole e nelle università finchè non avremo risposte concrete dal Governo" Giulia Biazzo, Coordinatrice nazionale di Unione degli STUDENTI, dichiara: "Negli ultimi vent'anni più di 3 milioni e mezzo di STUDENTI sono stati costretti ad abbandonare gli studi: serve una scossa. Esigiamo reali finanziamenti sull'edilizia scolastica, la garanzia del diritto allo studio con forme di reddito di formazione che abbattano le barriere economiche e le disuguaglianze, l'approvazione del Codice Etico sull'alternanza scuola lavoro per impedire che gli Enti Privati lucrino sulla nostra formazione". Alessio Bottalico, Coordinatore nazionale di Link Coordinamento universitario, dichiara: "Bisogna intervenire sulle gravi carenze dei servizi per il diritto allo studio a livello nazionale, con un forte aumento dei fondi statali per borse di studio e residenze universitarie, arrivando all'eliminazione della figura dell'idoneo non beneficiario e all'accorciamento dei tempi di erogazione delle borse di studio, partendo dall'aumento e dalla tempestiva distribuzione del fondo per le borse tra le Regioni, per rendere realmente l'Università accessibile economicamente a tutte e tutti. Allo stesso tempo è urgente aumentare la no tax area per permettere a quanti più STUDENTI possibile di poter accedere all'Università."